| Sempre compassato, tranquillo
mai fuori dagli schemi. Così siamo stati abituati a vedere Gerolamo
Bernareggi (presidente uscente del Varese Calcio e attuale
vicepresidente) nella passata stagione.
Questa volta però di fronte ai cori razzisti contro Mohamed Benhassen, anche lui ha perso
le staffe. Era in tribuna e come tutti i presenti urlava contro i "Blood and Honor",
incitando il giovane giocatore francese. «Non ho più voce - dice Bernareggi- abbiamo
assistito ad uno spettacolo indecente, ma abbiamo reagito come deve fare una società
civile. Come Varese Calcio prenderemo provvedimenti». Più
determinato e arrabbiato l'assessore allo Sport Marco Caccianiga. «Sono animaleschi,
meritavano una lezione: giocatori e pubblico dovevano andarsene e lasciarli soli
sugli spalti, con la loro stupidità. La città e la società devono prendere
provvedimenti. L'Amministrazione comunale farà una serie di incontri con la dirigenza del
Varese per vedere il da farsi e studiare anche una strategia utile per isolare queste
persone, che tra l'altro sono un costo economico, per il Varese Calcio, non indifferente».
I compagni di squadra di Mohamed Benhassen fanno quadrato intorno a
lui. Capitan Borghetti, pragmatico e saggio non solo in campo, invita tutti a riflettere.
«I fatti di questa sera si commentano da soli. Noi siamo vicini a Mohamed come lo saremmo
stati a qualunque altro giocatore che avesse subito una tale azione discriminatoria. La
società e la città intera devono fare una riflessione, senza ingigantire quello che è
successo e senza sminuirlo. Le vicende di Treviso insegnano molto da questo punto di
vista».
Andrea Gasbarroni, anche lui nuovo arrivato, si dice sorpreso.«Mai avrei immaginato una
cosa del genere, francamente non mi aspettavo una tale reazione contro Mohamed. Noi gli
staremo vicini, perché tutto questo non è giusto». Bandirali si augura un pronto
intervento della società e della squadra in difesa del giocatore. «Benhassen è una
persona intelligente e soprattutto determinata. Noi come squadra penso che dovremmo
discutere di quello che è successo».
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