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questione della gestione delle fognature per alcuni dei cittadini
di Pianbosco torna a farsi molto calda in città. L'accusa è
volta all'amministrazione considerata incapace di gestire la
situazione:
"“L’amministrazione
comunale e la Grassetto (ditta costruttrice delle attuali case),
nel 1998 erano giunti ad un accordo che prevedeva l’esecuzione
dell’impianto fognario in pressione e l’asfaltatura completa
della Via Kennedy a carico dei residenti di Pianbosco con la
successiva acquisizione al demanio comunale delle due opere”
spiegano i cittadini. Dopo questo accordo “il progetto della
fognatura è stata concordato in tutto e per tutto con i tecnici
comunali in modo che non ci fossero equivoci sulla qualità e
l’entità delle opere. Le varie stazioni di sollevamento sono
state posizionate sulle fosse di raccolta preesistenti (erano al
servizio dei vari depuratori dismessi) in modo da deturpare il
meno possibile l’area boschiva della zona. Tutte le aree dove
sono ubicate le pompe e le varie fosse sono state recintate e
chiuse con lucchetto le cui chiavi sono in possesso
dell’Amministrazione Comunale”.
Fino
a qua tutto sembrava andare per il meglio, ma i cittadini oggi si
sentono trascurati e presi in giro con l'arrivo di questa nuova
amministrazione: la storia risale a quando due anni fa
un'ordinanza del sindaco intimava l'amministrazione di un
condominio a provvedere alla manutenzione delle fosse contenute
all'interno del recinto: "i
condomini non hanno mai avuto, tra i loro compiti istituzionali,
l’incarico di provvedere alla manutenzione di opere i cui
servizi sono usufruiti da tutta Pianbosco di Venegono Superiore,
comprese le ville bifamiliari e la piscina"
proseguono seccamente i cittadini coinvolti. Allora, dopo un
ricorso al Tar l'ordinanza venne ritirata.
Arriviamo
ad oggi. Cosa ha provocato un'altra volta l'ira di questi
cittadini? La storia si è ripetuta: in giugno un'altra ordinanza
"con
lo stesso intento di scaricare sugli abitanti di Pianbosco oneri
che sono a carico dell’amministrazione comunale con l’intento
di notificare ad un cittadino di Pianbosco le chiavi dei recinti
dove sono posizionate le stazioni di sollevamento”.
L'amministratore del condominio in questione si rifiuta di
obbedire all'ordinanza non provvedendo alla pulizia delle fosse.
L'amministrazione il 3 luglio allora reagisce facendo chiarezza
sulla regolamentazione delle fosse biologiche "cambiando il
contenuto delle Delibera Commissariale sostenendo che le fosse a
monte delle pompe di sollevamento, sempre poste all’interno
delle recinzioni, sono di proprietà degli utilizzatori”,
sostengono i cittadini.
Dopo
quest'ultima decisione dell'amministrazione comunale i cittadini
coinvolti hanno così deciso di fare ricorso al Tar:
"A
questa delibera si è dovuto nuovamente far ricorso al Tar per far
valere le legittime ragioni dei cittadini a fronte di atti
“impropri” della pubblica amministrazione”. I cittadini
risalgono così a una vecchia discriminazione di cui si sentono
oggetto e la cui questione va avanti da anni: "Per
inciso, non abbiamo direttamente edificato in un parco, ma abbiamo
acquistato abitazioni costruite dalla Grassetto a cui
l’Amministrazione Comunale di Venegono Superiore aveva a suo
tempo rilasciato regolari concessioni edilizie”.
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