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Secondo
l'amministrazione comunale, nelle affermazioni dei cittadini non
sono precisate molte cose: innanzitutto che non sono tutti i
cittadini di Via Kennedy che si lamentano della situazione, ma
solo alcuni e secondo che "si sta parlando della salute dei
cittadini" precisa il responsabile dell'area tecnica Cristian
Blora: “le ordinanze emesse dal comune andavano a sollecitare i
proprietari delle fosse biologiche a effettuare le regolari
pulizie, in maniera tali da evitare conseguenti problemi sanitari:
la fossa biologica non è un bene comunale e non deve essere
gestito dal comune: l’amministrazione comunale non può farsi
carico di tutte le fosse biologiche della città”.
Sulla
seconda ordinanza emessa a giugno dal sindaco Blora spiega come
questa fosse "un’ordinanza
come quella di due anni fa, dove si intima l’amministratore di
un condominio a effettuare il prima possibile la pulizia della
fossa biologica. Per salvaguardare la salute dei cittadini, per
una questione di sanità siamo stati costretti a intervenire noi
dell’amministrazione, ma le spese saranno presto addebitate ai
cittadini”.
Per
il responsabile dell'aera tecinca Blora le competenze del comune
arrivano fino alla pompe di sollevamento, come in tutti i comuni
della zona: “a monte di quest’ultime è tutto a carico dei
cittadini, e così funziona su tutta la città” prosegue il
responsabile.
Ma
da dove arriva tutta questa confisione circa la gestione delle
fognature di Pianbosco? Pare che il tutto sia attribuibile a una
delibera stilata dopo le dimissioni del sindaco di qualche tempo
fa, durante la gestione dell’amministrazione da parte di un
commissario prefettizio. Blora comunque assicura che ora è stata
fatta chiarezza su questa delibera, definendo bene cosa sia a
carico dell’amministrazione e cosa no. Ed è proprio su questa
"chiarezza" che i cittadini hanno deciso di fare ricorso
al Tar.
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