|
|
 |
| Varese Il mito del cumenda, da "Il sorpasso" ai
trionfi sportivi |
| Omaggio a Giovanni
Borghi. Inaugurata la scultura di Vittore Frattini davanti allo stadio |
|
|
Tutti
per Giovanni Borghi. Cittadini comuni, schiere di dipendenti ed ex
dipendenti della Ignis di Comerio; generazioni di manager
cresciuti alla sua ombra; e naturalmente tifosi di sport, basket,
ciclismo; campioni di antico pelo e i giocatori della Metis di
oggi, pur sempre figlia o nipote, oggi alla lontana, dello
squadrone varesino che dominò col pugno di ferro il basket
continentale negli anni sessanta settanta.
(nella foto: Patron Borghi)
Tutti per il "cumenda", nonostante la
pioggia e il freddo di fronte allo stadio Franco Ossola dove alle
11 è stata scoperta l'opera che la famiglia Borghi ha
commissionato a Vittore Frattini in memoria dell'uomo che ha
trainato l'intera economia e lo sport cittadini del dopoguerra.
Luogo non casuale; la cittadella dello sport
varesino tra stadio e tempio del basket; lungo la via intitolata
allo stesso Borghi l'anno scorso, quella che in fondo immette
sull'arteria che va dritta fino in fondo alla sua Comerio dove
tutto è cominciato nell'immediato dopoguerra. Luoghi simbolici,
riferimenti della memoria. L'opera, un grande disco sagomato al
suo interno dalle tipiche aperture luminose di Frattini, è stato
benedetto dalle autorità religiose, accompagnato
dall'inno di Mameli " di questi tempi pare sia ormai
imprescindibile" e salutato dalla parole del primo cittadino
che ha ricordato la figura dell'ingegnere dandone un ritratto a
tutto tondo; grande lavoratore, una velocità di pensiero
inusitata, un altrettanto straordinaria
capacità di tradurre nel concreto le sue intuizioni spesso più
dettate da un sano e sensato realismo che da studi specifici; e
naturalmente la sua immensa generosa passione per lo sport. Non si
sfugge alla retorica in casi del genere. Ma per una volta tutto
appare più che giustificato; Varese senza Borghi difficilmente
sarebbe stata quello che è stata. In molti dei suoi aspetti.
Ricordate "Il sorpasso" di Dino Risi? La favolosa
sequenza in cui Vittorio Gassman trascina Jean Louis Trintignant
nel night club "Il Cormorano". Chi il regista ha voluto
mettere come contraltare del bulletto romano spiantato e
inaffidabile negli affari? Il commendatore; il "cumenda"
Di Varese, naturalmente. Quello che al tavolo declama con il
vocione grosso la propria filosofia: "paghi e ottieni".
Come il Borghi. Grazie a quel cameo in uno dei film più acuti del
nostro cinema, la sua storia e la storia di Varese entrarono nel
mito, patrimonio nazionale e non solo piccola grande epopea
locale. Se ne vive ancora di riflesso.
|
. |
|

|
Torna all'inizio
dell'articolo |
|

|
|
 |
 |
|