Un
convegno per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle
problematiche connesse all'adozione internazionale, dal titolo
"Adozioni più semplici: un impegno da mantenere", è il
secondo grande workshop che la Fondazione Patrizia Nidoli Onlus ha
in programma per il prossimo sabato 22 settembre (dalle 9.30)
presso le Ville Ponti di Varese.
A differenza della precedente esperienza che verteva su un
discorso più specialistico e rivolto a tecnici e addetti ai
lavori, questo convegno, invece, intende fornire oltre a
un'adeguata divulgazione e informazione, anche una serie di
proposte concrete per semplificare l'iter burocratico sulle
adozioni internazionali. La struttura dell'incontro, infatti,
prevede una prima parte di interventi legati ad esperienze dirette
di famiglie adottive e di operatori del settore, e una seconda di
taglio politico istituzionale con la presenza del Ministro del
Lavoro e Politiche Sociali (Welfare) Roberto Maroni. Presenza
importante quella del ministro, che costituisce la prima
"uscita" pubblica del nuovo Governo sul tema delle
adozioni. Di alto livello è anche la partecipazione del Console
Onorario della Repubblica di Moldavia, che conferma la volontà di
questo governo di aprire una stagione nuova di correttezza e
trasparenza oltre che di regolarità formale nelle pratiche
adottive internazionali, rispetto al passato.
"Da ormai due anni e mezzo abbiamo solidi rapporti con paesi
esteri come il Cile, la Russia, la Bulgaria, dove siamo coinvolti
in prima persona e presso i quali stiamo lavorando prima di tutto
per un reinserimento dei bambini disagiati nella famiglia di
origine - spiega il presidente onorario della Fondazione Giulio
Nidoli - Naturalmente, quando non c'è possibilità di
reinserimento, allora arriva la possibilità di adozione, che è
sempre un iter molto complesso e lungo. Con questo convegno, noi
non vogliamo certo cambiare la legge esistente, che è abbastanza
valida, ma intendiamo presentare alcune proposte dirette alle
massime istituzioni per rendere appunto le adozioni più facili,
far sì che il percorso non sia così difficoltoso. Con l'incontro
di sabato noi ci rivolgiamo alla coalizione di Governo attuale,
perché contribuisca e collabori per rendere questo nostro
progetto possibile. Quando si parla di adozioni internazionali è
fondamentale l'appoggio politico, gli accordi tra diversi
Stati".
Nello specifico, dunque, verranno suggerite richieste di
semplificazione e miglioramento della normativa più rilevante in
matertia, nella direzione di una facilitazione degli accordi tra
l'Italia e altri stati per le adozioni internazionali.
Oltre due anni di duro lavoro
nel campo delle adozioni internazionali, cinque sedi sparse sul
territorio italiano e numerosi riconoscimenti istituzionali,
questa è oggi la Fondazione Patrizia Nidoli Onlus, che traccia un
più che soddisfacente bilancio dell'attività svolta fino ad
oggi. Dall'ottobre 2000 piùdi cento sono le coppie che si sono
rivolte alla Fondazione per un aiuto concreto nell'adozione, 20
sono le pratiche in corso e numerosi sono i contatti giornalieri
anche solo per una consulenza psicologica o legale. Numeri
rilevanti se si pensa che la Fondazione è nata nel gennaio del
1999, ma è attiva a tutti gli effetti nelle adozioni
internazionali dall'ottobre dello scorso anno. Degno di
considerazione è il progetto rivolto alle coppie e alle famiglie,
che intendono cimentarsi in questa impresa, che fornisce loro un
importante supporto dal punto di vista formativo, per preparare
all'accoglienza, superare le differenze e aiutare al meglio il
bambino ad integrarsi nella nostra società.
A tale proposito la Fondazione Patrizia Nidoli ha in fase di avvio
nei prossimi mesi a Varese, Gallarate e Busto Arsizio una serie di
incontri dedicati appunto alla sensibilizzazione sui temi
dell'accoglienza nelle sue diverse forme, dell'educazione e della
famiglia.
|