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Gialloneri
come un tempo. La nuova divisa dei Mastini è un ritorno alle
origini, in tutti i sensi. La prima squadra gira a mille, grazie
ad un gruppo solido, organizzato e ben amalgamato. E la vetta del
campionato di B è il riflesso di tanta salute. Hanno perso contro
la Lariana l'ultima partita prima del riposo, ma non fa nulla.
Anzi una sconfitta ci sta, riporta tutti con i piedi per terra
anche se i ragazzi di coach Odino non ne hanno bisogno. I
programmi sulla carta, fino ad ora, sono stati rispettati tutti. La
Mastini Hockey sta facendo del suo meglio per fare il salto di
qualità e passare da un'organizzazione amatoriale ad una
manageriale. (sopra: Claudio Pucci, con la nuova
maglia)
A ciascuno il suo, ognuno al
suo posto e la formula sembra essere applicata nel concreto.
L'obiettivo è quello di arrivare con una società e quindi con
una squadra ai massimi livelli per le Olimpiadi di Torino nel
2006. Tutto troppo bello e perfetto se non fosse che come una
spada di Damocle incombe sulla "nuova creatura" la
questione palaghiaccio. La struttura di via Albani sembra
continuamente ad un bivio, stretta come è tra la necessita di uno
svecchiamento degli impianti (compresi quelli della piscina) e
l'incertezza sul da farsi, manifestata a più riprese
dall'amministrazione comunale, che a volte sembra volerla
rilanciare e a volte minaccia di chiuderla (anche se i rilievi
fatti questa estate sembrerebbero garantire la tenuta statica
della volta).
L'assessore Marco Caccianiga ha annunciato un incontro a gennaio
per fare il punto della situazione. Comunque fino adesso i
dirigenti della Mastini hanno sentito solo parole, nemmeno
sottoforma di promessa. La spesa è grossa, ma il patrimonio e
l'indotto sportivo avrebbero una ricaduta positiva su tutto
l'ambiente e su tutta la città. La questione è vitale per la
società perché la programmazione dipende dalla disponibilità e
dalla agibilità della struttura. In futuro per pianificare i
rapporti, sia con gli sponsor che con la federazione, occorre
avere la sicurezza già in primavera che l'impianto sia
disponibile e agibile. Ipotesi più che remota sembra essere
quella di andare a giocare fuori Varese.
Per ritornare alle buone notizie bisogna parlare dell'hockey
giocato dai più giovani. Il vivaio della società varesina è
un fiore all'occhiello che sta dando ottimi frutti: sia
l'under 12, che l'under 14 sono seconde nei rispettivi campionati,
mentre sono una trentina i bambini che si sono avvicinati e
iscritti per iniziare la fase propedeutica. L'Hockey a Varese è
quindi più che vivo.
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