|
«È
un passaggio che permette di entrare in una realtà molto più
grande di quella in cui operiamo attualmente». È il primo commento
dei sindacati di fronte all’acquisizione di Finmeccanica del 66,6
per cento di Aermacchi, gran parte della quota che prima era prima
in mano alla famiglia Foresio. Con un’operazione da 160 milioni di
euro, conclusa nella serata di ieri, giovedì 19 novembre,
Finmeccanica passa dal 25 per cento ad avere oltre il 90 per cento
della holding Aeronautica Macchi.
«Siamo in un momento piuttosto delicato – commenta Graziano
Resteghini della Fim Cisl – soprattutto per questa guerra che
c’è e non c’è». Dopo gli attentati dell’11 settembre vi è
stato un calo nel settore dedicato ai velivoli civili, parzialmente
compensato dalla produzione del settore militare. Questo calo ha
provocato, all’inizio del 2002, la cassa integrazione a rotazione
per diversi mesi di circa 500 dipendenti. La crisi sembra però
essere superata.
«Correvamo il rischio di rimanere piccoli di fronte a colossi
internazionali – prosegue Resteghini – Con questa operazione ci
rimettiamo sul mercato garantendo l’italianità della proprietà
in un mercato europeo molto vasto. Il tutto con un’operazione dove
lo Stato è determinante, soprattutto perché Finmeccnica
rappresenta lo Stato anche se privatizzata».
Quello che però soddisfa maggiormente i sindacati è il fatto che
sia stata garantita all’Italia il presidio dell’Azienda e
soprattutto che siano stati garantiti gli attuali posti di lavoro.
Nei prossimi mesi l’Azienda procederà con l’intensa attività
di costruzione dell’ M346, il velivolo di addestramento militare
tramite il quale passano la maggior parte dei piloti civili.
L’impegno è di farlo volare per il 2003. Altra componente
importante del lavoro dei prossimi mesi è il velivolo civile A380,
in cui Aermacchi partecipa alla costruzione con una tecnologia
particolare come quella dell’involucro che contiene il motore.
«Questa operazione da parte di Finmeccanica era attesa da tempo e
sicuramente non è una stata una sorpresa – conclude il
sindacalista – Adesso attendiamo per gennaio la presentazione e
l’illustrazione del piano aziendale della nuova proprietà».
|