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Ore 18.07.01
Giorno
01/06/07
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Varese - Presentato dalla Camera di Commercio e dalla Provincia lo studio per lo sviluppo turistico. Un programma quinquennale da 5 milioni di euro  

Varese "giardino di Lombardia" non solo terra d'industria, ma di vacanza


Dalle parole ai fatti. Potrebbe essere lo slogan coniato per l'occasione dalla Camera di Commercio e dalla Provincia in materia di sviluppo economico.
La scommessa si gioca sul terreno del turismo. Un turismo da tanti decantato come la "nuova spiaggia" del benessere. "Anziché metterci subito a predicar teorie, - ha affermato Angelo Bellolli, presidente della Camera, - per il turismo varesino abbiamo voluto esaminare in profondità la situazione. Un impegno che ha richiesto del tempo, ma che ora ci consente di poter contare su di un solido punto di partenza. Io definirei lo studio di marketing come il momento zero del nostro progetto per il turismo".

Lo studio di cui parla il presidente è quello che è stato affidato, e presentato oggi dalla Teamwork di Rimini. 
Marco Reguzzoni, presidente della Provincia non ha dubbi sul futuro. «Abbiamo fatto sistema. Abbiamo una grande risorsa, i nostri laghi, (...) abbiamo un patrimonio di arte e cultura (...) di sport, di turismo congressuale (...) questa sfida proietta Varese e la sua provincia in una dimensione nuova. Non più e non solo terra d'industria, ma terra di vacanza, vero e proprio giardino di Lombardia».

Per Giangiacomo Longoni, assessore al marketing territoriale della Provincia, «questo primo passo che compiamo oggi è l'inizio di un coordinamento che avviamo con la Camera di Commercio. Coordinare gli interventi per meglio incidere, per meglio farci conoscere, per meglio programmare. Il secondo passo, subito conseguente sarà quello di coinvolgere altri enti o le associazioni ricreative e sportive, per definire percorsi eco-sostenibili, per inserire la provincia di Varese in un piano di sviluppo dell'industria turistica compatibile con l'ambiente».
Provincia e Camera di Commercio scommettono quindi sul turismo e si impegnano in modo diretto e sostanziale mettendo a disposizione di questo progetto 5 milioni di euro. 
La situazione di partenza non è certo solo rosea. Lo studio della Teamworks ha evidenziato diversi punti critici. Paradossalmente proprio a partire dal «termine Varesotto che ha un suono cupo, non musicale, non adatto al linguaggio pubblicitario». Ma quello che più conta e preoccupa è che «Varese non è conosciuta sotto il profilo turistico» dagli operatori turistici. La riprova sta nel fatto che solo il 12% della clientela degli alberghi del nostro territorio arriva per motivi turistici. Il restante 88% viene per affari. Si pensi, inoltre che Varese è l'unico capoluogo di provincia a non esser presente sul sito ufficiale dell'ente nazionale del turismo. Del resto questo non stupisce perché basta andare a vedere cosa esiste sul web prodotto dall'ente provinciale del turismo varesino. Le carenze sono descritte in modo chiaro nello studio, ma quello che lascia un buon spazio all'ottimismo sono i punti di forza esaltati nelle considerazioni finali. Primo, «esiste una tradizione di imprenditoria, di voglia di fare impresa, di investire e creare utili, che non può non dare frutti anche in campo turistico». Secondo, «esiste una pressione della domanda che va opportunamente sfruttata». Terzo, "la  pluralità di prodotti turistici dell'area può essere portata a sistema, abbandonando però l'idea romantica che il salto di qualità dell'industria turistica sia garantito dallo sfruttamento di nicchie di mercato leisure (laghi e monti, sport e gastronomia, turismo culturale), che rimarranno prodotti minori; bisogna puntare su congressuale e turismo d'affari». 

«Varese potrà far decollare il turismo, - ha affermato Santinato, il responsabile della Teamworks, - occorre però puntarci con convinzione. Un esempio è Torino. Solo pochi anni fa non volevano neppur sentire parlare di turismo, oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti. Hanno saputo far sistema tra tutti gli enti».
Dei dieci progetti proposti per Varese Camera di Commercio e Provincia ne hanno individuati sette, tre "di sistema" e quattro "di mercato". I primi riguardano la creazione di una convention bureau, una comunicazione coordinata e un marketing lab. Del secondo tipo invece fanno parte le vacanze sportive, eventi culturali, ville e giardini, il turismo gastronomico e gli itinerari naturalistici.

«Abbiamo cinque anni di lavoro davanti, - ha affermato Mauro Temperelli, direttore della camera di Commercio, - potremo fare grandi cose per il nostro territorio».
C'è da sperare e augurarselo. I passi di oggi vanno in una nuova direzione. Ora c'è da sperare che gli altri enti, privati e associazioni uniscano forze e risorse per dar vita a questi progetti.

Marco Giovannelli

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