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Ore 20.25.23
Giorno
16/01/02
In primavera i primi scavi per l'ospedale nuovo

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Parte il nuovo ospedale

Varese - La proposta rivolta a tutti i soggetti interessati,arriva da Domenico Lumastro, segretario degli edili Cgil
«Per il nuovo ospedale gestiamo un cantiere di qualità»

Ho notato con soddisfazione che Varesenews ha dedicato ampio spazio alla prossima costruzione del nuovo ospedale di Varese.

Sarebbe importante e un chiaro segnale delle istituzioni (Direzione Ospedale, Comune, ecc.) interessarsi anche alle condizioni di chi dovrà costruire l’ospedale.

Il cantiere è un po’ il termometro dell’edilizia. E’ lì che si misurano, qualità dell’opera, qualità delle imprese, ma anche condizioni di lavoro, diritti, sicurezza sul lavoro, regolarità occupazionale.

Per rendere più" trasparente " il cantiere, il primo obiettivo è quello di realizzarlo con personale regolare ed in sicurezza.

Infatti, il lavoro nero prima di essere causa di concorrenza sleale fra imprese e quindi fattori di inquinamento del mercato, è una lesione dei diritti e della dignità dei lavoratori; E’ condizione di ricatto intollerabile, contraria alla moderna cultura industriale e del lavoro.

Altra questione chiave, l’impegno per la prevenzione degli infortuni.

E’ importante reprimere, ma ancora di più prevenire, allora è possibile che in un cantiere importante come la costruzione del nuovo ospedale, si pensi giustamente ai risvolti sul traffico, a non creare problemi ai degenti, ecc, Ma una comunità civile deve anche interessarsi su quali saranno le condizioni di chi deve lavorare in cantiere?

L’esecuzione dell’opera è affidata a prestigiose imprese, CMB di Carpi, CIC di Biandronno, la CCC di Bologna ecc. Sono in grado queste di garantire regolarità nella tutela previdenziale e fiscale, nella sicurezza sul lavoro?

Oppure saranno la copertina e affideranno, invece, i lavori in subappalto a miriade di aziendine "pseudoartigiane", di cottimisti ecc. che in realtà sono soggetti che cedono solo forza lavoro, spesso al nero?

L’attuale sistema degli appalti facilita forme di evasione contributiva, sottraendo risorse alla previdenza pubblica, che poi incidono di molto sulla sicurezza nei cantieri.

Insomma la sicurezza in edilizia è una pre-condizione che va affrontata prima ancora che apra il cantiere

Alle imprese si potrebbe strappare un impegno in modo che i capi cantiere e le ditte in appalto inadempienti rispetto alle procedure di sicurezza abbiano una penalizzazione economica forte, proprio come quella prevista per il non rispetto dei vincoli di produzione. Spesso alle imprese si è riusciti a far condividere livelli di riferimento per la prevenzione. Il punto debole è stata la difficoltà di farli applicare sistematicamente nel lavoro di tutti i giorni.

Necessita un confronto fra le parti sociali, ASL, Comune, sindacati, committente, imprese, coordinatori alla sicurezza, responsabilizzando i soggetti con una contrattazione che guarda avanti.

Si potrebbe davvero sperimentare un protocollo d’intesa fra Direzione ospedale, imprese e Organizzazioni Sindacali degli edili (FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e FeNEAL-UIL) territoriali, per disciplinare la peculiarità dell’opera, le questioni inerenti all’organizzazione, gli orari di lavoro, i flussi occupazionali la professionalità del personale interessato, alloggi, possibilità di usufruire del servizio mensa ecc, la regolarità contributiva dei soggetti imprenditoriali e, soprattutto, la sicurezza del lavoro e la prevenzione degli infortuni.

Un’adeguata formazione del personale da impiegare, l’individuazione dei fattori di rischio, diffusione delle polveri, il rumore ecc..

Nei prossimi giorni richiederemo un incontro alla Direzione dell’ospedale, alle istituzioni ed alle imprese coinvolte per verificare la volontà di risolvere i problemi da noi avanzati.

 

Domenico LUMASTRO
Segretario Responsabile FILLEA-CGIL Varese

 

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