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Ho notato con soddisfazione
che Varesenews ha dedicato ampio spazio alla prossima costruzione
del nuovo ospedale di Varese.
Sarebbe importante e un
chiaro segnale delle istituzioni (Direzione Ospedale, Comune,
ecc.) interessarsi anche alle condizioni di chi dovrà costruire
l’ospedale.
Il cantiere è un po’ il
termometro dell’edilizia. E’ lì che si misurano, qualità
dell’opera, qualità delle imprese, ma anche condizioni di
lavoro, diritti, sicurezza sul lavoro, regolarità occupazionale.
Per rendere più"
trasparente " il cantiere, il primo obiettivo è quello di
realizzarlo con personale regolare ed in sicurezza.
Infatti, il lavoro nero
prima di essere causa di concorrenza sleale fra imprese e quindi
fattori di inquinamento del mercato, è una lesione dei diritti e
della dignità dei lavoratori; E’ condizione di ricatto
intollerabile, contraria alla moderna cultura industriale e del
lavoro.
Altra questione chiave, l’impegno
per la prevenzione degli infortuni.
E’ importante reprimere,
ma ancora di più prevenire, allora è possibile che in un
cantiere importante come la costruzione del nuovo ospedale, si
pensi giustamente ai risvolti sul traffico, a non creare problemi
ai degenti, ecc, Ma una comunità civile deve anche interessarsi
su quali saranno le condizioni di chi deve lavorare in cantiere?
L’esecuzione dell’opera
è affidata a prestigiose imprese, CMB di Carpi, CIC di Biandronno,
la CCC di Bologna ecc. Sono in grado queste di garantire
regolarità nella tutela previdenziale e fiscale, nella sicurezza
sul lavoro?
Oppure saranno la copertina
e affideranno, invece, i lavori in subappalto a miriade di
aziendine "pseudoartigiane", di cottimisti ecc. che in
realtà sono soggetti che cedono solo forza lavoro, spesso al
nero?
L’attuale sistema degli
appalti facilita forme di evasione contributiva, sottraendo
risorse alla previdenza pubblica, che poi incidono di molto sulla
sicurezza nei cantieri.
Insomma la sicurezza in
edilizia è una pre-condizione che va affrontata prima ancora che
apra il cantiere
Alle imprese si potrebbe
strappare un impegno in modo che i capi cantiere e le ditte in
appalto inadempienti rispetto alle procedure di sicurezza abbiano
una penalizzazione economica forte, proprio come quella prevista
per il non rispetto dei vincoli di produzione. Spesso alle imprese
si è riusciti a far condividere livelli di riferimento per la
prevenzione. Il punto debole è stata la difficoltà di farli
applicare sistematicamente nel lavoro di tutti i giorni.
Necessita un confronto fra le parti sociali,
ASL, Comune, sindacati, committente, imprese, coordinatori alla
sicurezza, responsabilizzando i soggetti con una contrattazione
che guarda avanti.
Si potrebbe davvero sperimentare un protocollo
d’intesa fra Direzione ospedale, imprese e Organizzazioni
Sindacali degli edili (FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e FeNEAL-UIL)
territoriali, per disciplinare la peculiarità dell’opera, le
questioni inerenti all’organizzazione, gli orari di lavoro, i
flussi occupazionali la professionalità del personale
interessato, alloggi, possibilità di usufruire del servizio mensa
ecc, la regolarità contributiva dei soggetti imprenditoriali e,
soprattutto, la sicurezza del lavoro e la prevenzione degli
infortuni.
Un’adeguata formazione del personale da
impiegare, l’individuazione dei fattori di rischio, diffusione
delle polveri, il rumore ecc..
Nei prossimi giorni richiederemo un incontro
alla Direzione dell’ospedale, alle istituzioni ed alle imprese
coinvolte per verificare la volontà di risolvere i problemi da
noi avanzati.
Domenico LUMASTRO
Segretario Responsabile FILLEA-CGIL Varese
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