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Erano a Milano,
in uno degli stand di una tra le più rinomate rassegne
d’antiquariato i quadri e i mobili rubati nel settembre del 2001
da villa Oltrona Visconti di Busto Arsizio: un furto che all’epoca
fece scalpore, come fa scalpore adesso sapere che quei pezzi erano
già entrati nel circuito del commercio legale di antichità e che
anche gli ignari antiquari che le esponevano non sospettavano di
nulla.
I carabinieri sono convinti comunque che il furto commesso a villa
Oltrona Visconti sia solo una delle molteplici imprese di una banda
specializzata nel depredare ville e residenze di lusso tra le
province di Varese e di Verbania.
Tre persone sono già finite in carcere per il furto di Busto, al
termine di un’operazione compiuta dai militari del gruppo di
Varese e i colleghi del nucleo di tutela del patrimonio culturale di
Monza.
I pezzi recuperati sono due tele del ‘700, che ritraggono antenati
della famiglia Visconti, oltre a una serie di cassettiere,
specchiere e altri mobili risalenti al diciottesimo secolo. Valore
stimato: circa 180 mila euro. I carabinieri li avevano rivenuti nel
dicembre scorso nel corso di un normale controllo alla Fiera
dell’antiquariato che si tiene ogni anno alla Campionaria di
Milano: è uno degli appuntamenti più importanti del settore e lì
i controlli dell’Arma sono costanti, proprio per scoprire se è
possibile recuperare preziosi provento di furti.
Così è stato in quella circostanza ma risalire ai responsabili del
furto di Busto Arsizio non è stato immediato. Gli antiquari che
esponevano i pezzi sono infatti caduti dalle nuvole: ai carabinieri
che contestavano loro la provenienza illecita dei pezzi hanno
esibito le regolari fatture d’acquisto e hanno fatto il nome di
una donna di Bergamo che li aveva loro venduti.
E’ stato il primo passo verso lo smascheramento della banda: la
donna, Maria Raffaelli, 52 anni di Bergamo, aveva infatti in casa
parte dei mobili spariti da villa Oltrona Visconti ma non ha
indicato la loro provenienza.
Sono serviti altri mesi di indagini per arrivare agli altri due
arrestati: sono Mario Di Domenico, 45 anni, di Sesto Calende e Renzo
Pesavento, 47, di Dormelletto. Entrambi hanno precedenti penali, sia
nel campo dei furti d’arte sia per altri reati, ad esempio gli
stupefacenti. Non sono però operatori del settore antiquario. I
carabinieri ritengono invece che siano i registi del furto di Busto
e forse anche di altri colpi analoghi messi a segno nei mesi scorsi
nel Varesotto; oltre ai tre arrestati, altre otto persone sono
indagate. Si sta cercando ora di fare luce sulla sparizione di altre
antichità dalle vile del Varesotto.
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