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Ore 18.14.28
Giorno
01/06/07
 
Varese - Operazione della Squadra Mobile di Varese e della Digos.  Impedita una truffa ai danni di un'imprenditrice del Lago Maggiore
Si fingono commercianti per riciclare denaro, in manette due zingari

Da truffatori a truffati. E' andata decisamente male a due zingari "travestiti" da commercianti di lusso che hanno tentato di far cadere nella loro trappola un'imprenditrice del Lago Maggiore che compra, ristruttura e rivende imbarcazioni di ogni stazza. 
La storia comincia un mese fa quando l'imprenditrice mette un'inserzione per vendere una house boat e fa pubblicare il suo numero di cellulare. Pochi giorni dopo viene contattata da un commerciante tedesco che si dice interessato all'imbarcazione e propone un acquisto in franchi svizzeri; i due prendono i primi accordi e il sedicente commerciante tedesco dice che farà richiamare dal suo segretario. 
Pochi giorni dopo, puntualmente, il segretario richiama e viene fissato un appuntamento per visionare la merce. 
Il giorno stabilito alla donna si presentano due giovani in giacca e cravatta che non mostrano, però, alcun interesse per l'house boat. L'imprenditrice comincia ad insospettirsi e infatti quando si tratta di concludere l'affare i due uomini dichiarano di non voler acquistare la barca ma di essere interessati in realtà solo a scambiare franchi in euro. «Vi facciamo guadagnare il 20 per cento» dicono; la donna a quel punto capisce le intenzioni dei due e prende tempo. 
Non ha soldi con sé, dichiara ai due falsi commercianti, ma ha un amico in America che potrebbe essere interessato allo scambio. 
I due lasciano il numero di cellulare all'imprenditrice la quale, nel frattempo, si rivolge alla Polizia di Varese. 
A quel punto scatta la trappola. I due richiamano e si fissa un appuntamento: il 5 giugno alle 11, alla rotonda di Saronno. 
I due chiedono, in lire, circa 80 milioni. Nel parcheggio, ci sarà lo scambio di denaro.  
Gli uomini della Squadra Mobile e gli agenti della Digos si piazzano nel parcheggio mentre un altro agente si finge l'amico americano dell'imprenditrice. 
I due falsi commercianti arrivano, avvicinano l'auto identificata per lo scambio, estraggono i soldi ma lo scambio non ci sarà. Dalle altre auto scendono gli agente della Squadra Mobile che circondano i due e li bloccano.  
La mazzetta in franchi dei due zingari era in realtà composta da due sole monete vere, la prima e l'ultima. Ma anche quella preparata dalla Polizia era fatta nello stesso modo: vere solo la prima e l'ultima, in mezzo solo carta straccia. 
Gli arrestati sono stati identificati: si tratta di due slavi uno di 18 e l'altro di 25 anni, con precedenti penali e una lunga lista di nomi falsi. Risiedono a Latina e a Roma ma vivono al campo nomade di Bollate. 
Ora si trovano nel carcere di Busto Arsizio in attesa della convalida dell'arresto da parte del pm Battarino. Dovranno rispondere di tentata truffa aggravata.    

Roberta Bertolini

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