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Sono
passati circa 16 anni da quando Fabrizio Macchi venne colpito da
un tumore alla gamba sinistra. I tanti interventi e la
chemioterapia non bastarono. Perse la gamba. Da allora è iniziata la sua seconda vita, fatta
di volontà e fiducia nel futuro, di record e imprese sportive. È
diventato un simbolo, l'icona dello sport "pulito". Lo
chiamano il fenicottero «un animale nobile,
elegante ma soprattutto veloce che quando dorme poggia su una sola
gamba mantenendosi in perfetto
equilibrio».
E vederlo pigiare su quell'unico pedale della sua bicicletta, con la stessa
leggiadra potenza del fenicottero quando spicca il volo, è un
vero spettacolo della natura .
È
reduce dal
record dell'ora handicap al Vigorelli e da una Paraolimpiade non
troppo fortunata. Oggi
a Groningen toccherà
proprio al fenicottero di Bobbiate aprire il Giro d'Italia 2002.
Fabrizio Macchi, che ha raggiunto la località ieri sera,
affronterà il circuito della cronoprologo per primo. Sarà
l'apripista per i tanti varesini presenti a questo giro, in
particolare per l'amico e compagno di pedalate Stefano Garzelli,
tra i favoriti di quest'anno. Macchi, che questa mattina ha
provato il circuito, non ha nascosto le difficoltà di un
tracciato solo all'apparenza semplice. Si correrà nell'abitato di
Groningen ."Un circuito corto e a singhiozzo", che
costringerà a molti stop, frenate e ripartenze. Le numerose curve
a gomito saranno la vera insidia. Niente rapportoni, dunque,
tranne che in un breve tratto fuori dal centro abitato, dove gli
specialisti potranno dar sfogo alla loro potenza
Tra i favoriti, il re leone, Mario Cipollini, il belga Rik
Verbrugghe e gli olandesi Steven De Jongh e Boogerd.
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