Incredibile
metamorfosi della Metis: solo due settimane fa il derby vinto
contro Cantù lasciava prevedere una stagione finalmente serena
dopo le magre degli ultimi tre anni. Bravi in difesa, ordinati in
attacco, pronti a sbucciarsi le ginocchia per recuperare palloni,
i giocatori di Beugnot avevano subito guadagnato l'affetto dei
quasi tremila abbonati e di tutti gli altri tifosi. La sconfitta
di stasera contro Livorno, abbinata alla debacle di Roseto e alla
caduta di Zara, ha polverizzato tutte le belle sensazioni di
inizio campionato: una difesa imbarazzante soprattutto nella
seconda metà di gara, un attacco con giochi invischiati senza
motivo, una prestazione balistica fantozziana (nel senso del
ragioniere, non dell'ex play della nazionale) con la ciliegina del
3/19 da tre punti (il 16%) aiutano un po' a capire perché
un'onesta squadra come la Mabo, ricca di giovani talenti azzurri e
con un paio di stranieri giusti, abbia potuto espugnare con merito
il parquet di Masnago.
Ancora una volta la Metis paga la serata
negativa dei propri uomini guida: Meneghin vince senza dubbio la
palma del peggiore visto che è sembrato spento come nelle
peggiori uscite bolognesi, Gorenc fa bottino (17 punti per lui)
nel finale quando la Mabo aspetta solo di andare in lunetta, Scott
oltre a bucare i soliti tiri liberi (0/5) divora anche alcune
opportunità da vicino con errori imbarazzanti. Se a questo
aggiungiamo un Beugnot a tratti in bambola totale nel gestire i
cambi il quadro della Metis di oggi è completo ed a nulla servono
l'ottima prestazione di Zanus e Vescovi (settimo giocatore
d'Italia a raggiungere i 7000 punti in una sola società) e quelle
decorose di LaRue, McCormack e Osella costretto anche a fare parti
non sue.
Eppure
i primi due periodi erano filati via lisci con Varese dominante
sotto i tabelloni e brillante in campo aperto tanto da far segnare
sul tabellone un incoraggiante 14-4 al 5' divenuto 18-13 sulla
prima sirena dove Scott arriva con 9 punti nel carniere. Nel
secondo periodo Livorno, in campo con il trio di giovani
Giachetti-Cotani-Garri e con un McLeod di rientro dall'infortunio,
si affida soprattutto al tiro da fuori senza grandi risultati
visto che la difesa della Metis per alcuni minuti tiene molto
bene. Elliott punge ogni tanto, ma lo sprint di McCormack e la
concretezza di Zanus mantengono le distanze senza grossi patemi
fino al 39-30 che manda tutti negli spogliatoi.
Il terzo periodo, ripreso dalle telecamere
di RaiTre, è un raro concentrato di orrore cestistico: giocatori
che fanno di tutto per sbagliare i canestri, palle perse, palle
vaganti, palle impazzite come dischi da hockey, fischi arbitrali
"originali" e chi più ne ha più ne metta. Nel marasma
però la Mabo trova alcune iniziative valide soprattutto con il
pivot Garri che mette in mostra una mano molto buona anche
dall'arco dei 6,25; con lui c'è sempre il faro Elliott ma anche
l'altro baby Cotani che non ha paura ad affrontare un Meneghin
fuori giri come non mai. La seconda bomba di Garri corrisponde con
il sorpasso della Mabo che con i liberi di Parente chiude davanti
il periodo, seppur di un solo punto (50-51).
Livorno tenta di scappare subito nell'ultimo
periodo con i canestri di Elliott (bomba) e Parente, Scott sbaglia
un appoggio facilissimo e Beugnot lo panchina scegliendo il
quintetto basso con un Osella stremato a fare il pivot; finalmente
arriva il momento di Vescovi dimenticato inspiegabilmente tra le
riserve dal coach e riproposto solo dopo una sollevazione popolare
sugli spalti. Il capitano e LaRue riagguantano subito la Mabo a
quota 61 ma Elliott inventa una tripla cadendo all'indietro che
riporta i labronici a +5. Ancora un immenso Vescovi, con i
compagni che tremano quando c'è da prendere l'iniziativa, ricuce
lo strappo ed impatta sul 66-66 con un gioco da tre punti; a
questo punto però si fa largo Jacopo Giachetti, 19 anni e la
freddezza di un veterano, che negli ultimi 5 minuti non sbaglia
nulla, costringe McCormack al fallo di frustrazione, prende in
mano la Mabo e la conduce (con un 9/10 dalla lunetta) ad un
margine di sicurezza che consegna la vittoria agli amaranto. Le
ultime azioni sono per Gorenc, ma servono più a fare bottino che
a rimettere in pista una Metis con le gomme del tutto a terra.
Anche il pubblico, fino a quel momento encomiabile per il sostegno
dato alla squadra, lo capisce: ammaina i propri vessilli, fischia
a ragione i propri beniamini e tributa un applauso sincero ai
giovani di Banchi dei quali sarà contento anche il c.t. Recalcati,
presente al PalaIgnis.
Il
tabellino
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