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«La
chiusura dell'ospedale di Tradate non è inserita in nessun elenco
segreto, in nessuna direttiva e in nessun ordine del giorno chiuso
nel cassetto. Il Galmarini deve decollare». L'affermazione arriva
direttamente da Ambrogio Bertoglio, direttore dell'Azienda
ospedaliera di Busto Arsizio. Bertoglio ha infatti
incontrato oggi, martedì 8 ottobre, il sindaco di Tradate Stefano
Stafano Candiani che negli ultimi mesi aveva esternato
diverse preoccupazioni per il futuro dell'ospedale
cittadino. Le due amministrazioni, comunale ed ospedaliera, sembrano
così aver fatto pace.
Bertoglio non ha solo negato l'ipotesi della chiusura, ma ha
espresso le possibili linee di sviluppo dell'ospedale. Nei prossimi
mesi sarà presentato il progetto per l'allargamento del pronto
soccorso nei locali lasciati vuoti dal laboratorio analisi. Inoltre,
saranno presto visionate le bozze per il nuovo obitorio che sarà
installato in via Monte Nevoso. Ma la maggiore novità riguarda la
conferma di quanto
anticipato dai sindacati: la creazione di un "reparto
multispecialità".
«Questa soluzione - ha
spiegato Bertoglio - oltre a mettere un tassello alla mancanza di
infermieri, permetterà di avviare una sperimentazione che, se si
dimostrerà vincente, sarà ripresa da altri ospedali. Il Galmarini
deve diventare una struttura agile e snella in cui sperimentare
nuove soluzioni di gestione. Questo nuovo reparto si occuperà delle
degenze ospedaliere di 3 o 5 giorni e rimarrà chiuso i fine
settimana per le pulizie». Il week hospital, così chiamata
questa proposta, si occuperà dei malati di diversi reparti come
chirurgia, ortopedia, urologia. Bertoglio non esclude poi la
possibilità della diminuzione dei posti letto di chirurgia: «Ma
questo non vuol dire depotenziare, è una conseguenza in vista della
creazione del nuovo reparto».
Il direttore ha così spiegato che le preoccupazioni sorte in questi
mesi sono dovute a una mala-interpretazione delle parole del
ministro Sirchia. «Tradate non rientra nei piccoli ospedali, ma fa
parte di un'azienda. Per piccoli ospedali si intendono strutture
provinciali con 30 o 40 posti letto, il Galmarini ne ha 250».
Per quanto riguarda le
preoccupazioni sulla possibilità di trasformare la struttura per
lunghe degenze, Bertoglio conferma che «il Galmarini è, e sarà,
una struttura per acuti. non pensiamo nemmeno di metterci in
concorrenza con strutture private già consolidate sul territorio.
L'ospedale di Tradate è l'ideale per effettuare sperimentazioni di
gestione che poi possano funzionare da modello per altre realtà.
Cosa che è successa già con il rinomato reparto di Pediatria che
negli anni è stato preso come modello da diversi ospedali d'Italia.
Lo stesso potrebbe accadere per il week hospital»
«Non è stato
fatto alcun allarmismo - spiega Candiani riferendosi alle recenti
polemiche con l'ospedale - Ciascuno ha il proprio ruolo e
con la costituzione della Commissione
Sanità noi continueremo a vigilare e a essere attenti al lavoro
dell'ospedale». Candiani e Bertoglio hanno quindi annunciato
l'ingresso in commissione di un rappresentante dell'Azienda.
A dicembre scade il mandato del direttore Bertoglio e, in caso non
venga riconfermata la nomina, la commissione consiliare potrebbe
assumere anche un ruolo di controllo sulla continuità di quanto
garantito oggi dal direttore.
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