|
|
 |
|
Varese –
L'Asl di Varese in collaborazione l'Assessorato alle Politiche
sociali della Provincia di Varese ha organizzato un evento teatrale
per richiamare l'attenzione sui rischi del gioco patologico
|
| Gioco
patologico: una malattia e non una colpa |
|
Casinò, casinò virtuali, slot machines,
videopoker, corse ippiche. Le occasioni di divertimento sono tante,
come tante sono le possibilità che il piacere del rischio e
dell'ebbrezza diventino un'ossessione. Nel 1999, il Dipartimento
Dipendenze dell'Asl di Varese ha scoperto che una buona percentuale
di tossicodipententi o di alcolisti manifestava anche un'attrazione
smodata per il gioco d'azzardo. «Abbiamo quindi deciso di occuparci
di questa problematica attivando una rete di sensibilizzazione -
afferma il dottor Vincenzo Marino, responsabile del Dipartimento
- Il nostro intento non è quello di demonizzare, o proibire
ma di aumentare il livello di consapevolezza delle proprie emozioni
per agire in modo consapevole».
A distanza di due anni, però, e con un grosso sforzo organizzativo
per poter rispondere alle esigenze dei pazienti, difficilmente le
persone percepiscono queste loro dipendenze in termini patologici,
cioè nessuno comprende che si tratti di una malattia e non di una
colpa.
Ecco perchè l'Asl di Varese, pioniera in Italia, ha ottenuto
finanziamenti triennali per avviare un progetto finalizzato a far
crescere la consapevolezza sociale.
Primo appuntamento di questo progetto chiamato "Vita in
gioco" è un evento teatrale: si tratta della rappresentazione
di un lavoro di Schnitzler "Gioco all'alba" , il cui tema
è proprio la ricerca spasmodica di denaro per ripianare un debito
di gioco. Particolarità della serata sarà la contemporanea
presenza di attori e di operatori che manderanno chiari segnali:
sulla scena verranno riprodotte le sensazioni che vivono i
giocatori d'azzardo lette da esperti per evitare messaggi
fuorvianti.
Tre le serate gratuite e aperte a tutta la cittadinanza: una il 24
ottobre al teatro Impero di Varese, cui seguiranno due appuntamenti
ancora da definire al Giuditta Pasta di Saronno e in un teatro del
gallaratese, per poi approdare in alcune scuole superiori della
provincia.
Il territorio di Varese, ricco di occasioni, si è dimostrato un
terreno fertile per un'azione preventiva efficace. In provincia
operano quattro équipe specializzate: a Cittiglio, a Gallarate, a
Saronno e a Busto. Ma non basta. Il punto di svolta si avrà quando
sarà passato il messaggio della patologia: «È nell'indole umana
cercare evasioni dalla realtà - conclude il dottor Marino - ogni
società ha avuto le proprie "droghe". Si tratta di
individuare le nuove attrattive e imparare a dominarle. Non
c'è nulla di biasimevole: bisogna solo imparare a dominare le
proprie emozione».
|
|
|
Alessandra
Toni
alessandra@varesenews.it
|
 |
Torna all'inizio
dell'articolo |
|
 |
|
 |
 |
|