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Ore 18.09.07
Giorno
01/06/07
Interpellata la Provincia per il futuro del consultorio

Chiude il consultorio: gli utenti dirottati a Sesto Calende

Il Consiglio comunale compatto: «Il consultorio non va chiuso»

Chiude il Consultorio di Varese?

 
Varese - Inaugurata in via Osoppo la nuova sede dell'Unità operativa delle Invalidità. L'Asl userà gratuitamente la palazzina di proprietà del Comune. E su questo modello si spera di recuperare altri spazi per i consultori 
Interpellata la Provincia per il futuro del consultorio

I consultori? È solo una questione di spazi. Il direttore generale dell'Asl Giorgio Benedettini chiede aiuto per poter continuare ad assicurare un servizio tanto prezioso.
L'allarme, dei giorni scorsi, era stato sollevato dai sindacati unitari di base che denunciavano l'imminente chiusura dei consultori di Varese, Azzate, Somma Lombardo e Castellanza. «L'Azienda Sanitaria non ha spazi propri - spiega Benedettini - e quindi abbiamo una spesa enorme per gli affitti. Cerchiamo la disponibilità degli enti locali per riuscire a mantenere tutti quei servizi che oggi, data le finanze della sanità, non possiamo più assicurare».
Il modello di Benedettini è quello che proprio oggi è stato presentato ufficialmente: in via Osoppo, alle Bustecche, è attiva la nuova sede dell'unità operativa per le Invalidità (nella foto). Si tratta degli uffici, un tempo dislocati alla Prefettura, a cui rivolgersi per le pratiche relative agli invalidi. Poco più di un anno fa, in quella palazzina, erano dislocati i servizi educativi del Comune di Varese. «Abbiamo investito circa 200.000 euro per rimetterlo a nuovo ed oggi ne abbiamo pieno uso. Ringraziamo l'amministrazione comunale per la proficua collaborazione nella speranza che altri ne seguano l'esempio». La palazzina, infatti, è stata data in comodato. Al suo interno, hanno trovato una nuova sede anche i locali dell'Unità operativa impiantistica.

La preghiera di Benedettini ha già un altro destinatario. Per il consultorio di Varese, infatti, il direttore generale ha già scritto informalmente ai vertici della Provincia chiedendo che venga messa a disposizione la villa di via Parravicini, di proprietà, appunto, di Villa Recalcati, attualmente inutilizzata. «Per ristrutturarla occorrono circa tre miliardi di vecchie lire- rivela Benedettini - noi siamo pronti a sostenere la spesa se poi potremmo utilizzarla gratuitamente».
Attualmente, il patrimonio immobiliare dell'Azienda sanitaria è costituito da un centinaio di stabili, di cui solo una trentina di proprietà dell'ente. Per il loro recupero funzionale sono stati impegnati 21 milioni di euro. Da qui la nuova strategia dell'Asl: cercare sinergie per tentare di contenere i costi. Almeno quelli degli affitti. Azzate, Somma e Castellanza sono avvertite: il futuro del consultorio è solo una questione di sinergie.

Alessandra Toni
alessandra@varesenews.it

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