Nessuna
spiaggia lombarda del Lago Maggiore è balneabile? Vero: ma questo
avviene solo sulla carta, dal momento che chiunque, con i propri
occhi, può verificare come la voglia di caldo spesso fa dimenticare
i divieti. Quando ci sono (nella foto, il lido di
Cerro).
Già perchè se è vero che tutti i lidi del Verbano risultano dalle
ultime analisi compiute dall'Asl di Varese come "non balneabili"
o "temporaneamente non balneabili", è altrettanto vero
che spesso i comuni non emettono ordinanze che vietano la
balneazione o, quando le emettono, non sono in grado di farle
rispettare.
Complici di questa situazione certamente le belle giornate, il caldo
record e poi la nemmeno tanto nascosta voglia di turismo che gli
amministratori dell'Alto Varsotto ricercano, anche se l'acqua del
lago, spesso cristallina, contiene microorganismi non proprio
salubri. «I coliformi fecali, quelli totali, i batteri dello
streptococco e della salmonella si sono moltiplicati - avvertiva
solo qualche settimana fa il dottor Giovanni Rulli del Servizio
Igiene e Sanità Pubblica dell'Asl - e possono causare
gastroenteriti ma si rischiano anche otiti e altre malattie, a causa
dei batteri che si moltiplicano nelle acque inquinate. Fare i bagni
nei nostri laghi, quindi, non è più consigliabile, almeno fino a
nuove analisi».
Così, dalla spiaggia di Cerro di Laveno al Sasso Galletto di
Castelveccana, senza tralasciare il lido di Maccagno, il popolo del
tuffo è pronto a fare spallucce, anche quando gli si ricorda che è
vietato bagnarsi.
A Maccagno (foto), ad esempio, non
esiste nessun cartello
che indichi il divieto di balneazione e, a dire il vero, non c'è
neppure un'ordinanza, nonostante i rilievi dell'Asl. A dispetto di
questo le code per raggiungere la nota località
"balneare", ma soprattutto per rientrare verso Varese il
sabato o la domenica pomeriggio, sono letteralmente chilometriche.
«Cosa vuole, se ci tolgono anche questo chiudiamo baracca e
burattini - commenta il proprietario della "flotta" di
pedalò, attraccati a riva che tranquillamente seduto sotto il
solleone fa i suoi affari - . Poi, se l'acqua è così inquinata a
riva, si può sempre prendere un pedalò e fare il bagno al
largo...». A dimostrazione di ciò, il campeggio, che è pieno di
tedeschi e maschere e pinne fanno capolino tra le griglie per la
salamella e il doposole.
A Cerro di Laveno, invece, l'ordinanza di divieto di balneazione
c'è, ed è pure stata esposta...ma nella bacheca sotto il comune, a
diversi chilometri dalla spiaggia. Spiaggia gremita di gente che,
anche in questo caso sa e non sa del divieto di balneazione. E i
vigili? A Maccagno nulla possono fare, visto che manca l'ordinanza.
Ma a Laveno? «Sappiamo che c'è l'ordinanza - dicono dagli uffici
della polizia locale - ma come farla rispettare? Siamo in
tutto in tre agenti: è praticamente impossibile arrivare
dappertutto».
A
Castelveccana (foto qui a sinistra) il
sindaco Geronimi, raggiunto telefonicamente proprio mentre è sulla
spiaggia ammette: «L'ordinanza c'è e l'ho anche fatta affiggere
sulle spiagge: i cittadini sono informati che esiste il divieto di
balneazione, ma francamente sono altre le cose che ci preoccupano,
come ad esempio le moto d'acqua e i gommoni che spesso arrivano
vicini a riva e diventano pericolosi».
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