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Le notizie sulla diffusione della
polmonite atipica hanno creato apprensione tra i lavoratori di
Malpensa. Le disposizioni emanate dal Ministero della sanità
escludono tuttavia procedure di emergenza per chi lavora negli
aeroporti. Il protocollo prevede che solo nel caso in cui il comandante
di un aereo segnali un caso sospetto a bordo, venga dirottato il
velivolo al terminal 2; i lavoratori non salgono a
bordo, sostituiti dai funzionari della sanità aerea. Tutti i
passeggeri vengono informati, ed eventualmente indirizzati all'ospedale
Sacco di Milano.
«la preoccupazione c'è e forse ci vorrebbe una maggiore informazione - spiega il sindacalista
della Uil Antonio Albrizio - questo sì, anche perché molti dipendenti
sono davvero spaventati nonostante le procedure non prevedano precauzioni
particolari».
I lavoratori più in allarme sono quelli che effettuano la pulizia
nelle cabine, e anche quelli del carico e scarico bagagli.
Preoccupazioni che in realtà sono decisamente smentite dalle
informazioni diramate dal Ministero.
«Non c'è contagio tramite le cose - continua Albrizio - e quindi
non rappresenta un rischio il carico dei bagagli». Più discusso,
in aeroporto, è il caso dell'utilizzo o meno delle mascherine. Le immagini diffuse dalle televisioni
di tutto il mondo ha indotti molti a pensare che coprendo la vie
respiratorie diminuiscano i rischi.
L'uso di mascherine non rientra però nelle direttive della Sanità
aerea e nemmeno la Sea ha autorizzato i dipendenti a usarle. Anche
se i più spaventati ritengono che potrebbe essere una misura
quantomeno psicologicamente rassicurante, bisogna rimanere ai
fatti.
«Usarle è inutile - spiega Roberto Morelli - sindacalista della
Polaria - solo nei primi giorni, quando era tutto meno chiaro,
qualcuno le ha messe».
«Un piccolo caso è scoppiato qualche giorno fa - racconta Albrizio
- quando un dipendente Air China ne ha indossata una, ma è stata
tolta dopo poco».
Piergianni Rivolta (Cgil) punta l'accento sull'informazione: «Vogliamo
che ci sia la massima chiarezza, ma per ora siamo tranquilli».
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