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(29
dicembre 2003)
La secessione da Varese e l'annessione alla
provincia di Como. È la strada che vorrebbe percorrere, già nei
prossimi mesi, il sindaco di Saronno, Pierluigi Gilli. Ma,
probabilmente, si tratta anche di una provocazione per tenere alta
l'attenzione sul saronnese e sulle sue problematiche.
Sulla questione, però, il primo cittadino, si confronterà con
tutte le forze della maggioranza e non è escluso che l'idea possa
diventare uno dei punti di forza della prossima campagna elettorale
del centrodestra.
«È un'idea che accarezzo da tempo - spiega Gilli -, anche se so
benissimo si tratta di cosa assai complicata. Se Saronno facesse
parte della Provincia di Como avrebbe molti vantaggi, tra cui
l'essere il secondo Comune di quella Provincia». Infatti, la
posizione geografica di Saronno, molto a sud nella provincia e
confinante con le province di Milano e Como, ha portato a
considerare la zona quasi un mondo a parte.
Negli ultimi
anni, dal punto di vista amministrativo la zona dell'alto milanese
sta subendo diverse modifiche, su tutte la nascita, nei prossimi
mesi, della provincia di Monza. Mentre la provincia di Como continua
a subire mutilazioni. L'ultima quella dell'indipendenza di Lecco
qualche anno fa. Inoltre, è delle scorse settimane la richiesta del
piccolo comune di Locate Varesino, vicino a Tradate, di passare in
provincia di Varese.
Discorso diverso e contrario per la grande città di Saronno che con
i suoi 37 mila abitanti è il più grosso centro sull'asse della
Varesina. «Essere inseriti nella Provincia di Varese in zona
lontana ed eccentrica, quasi un'enclave, comporta numerosi disagi e
una certa trascuratezza da parte del capoluogo, difficilmente
raggiungibile - prosegue il primo cittadino -. Se l'idea avrà
seguito, occorrerà pensarci con molta, moltissima attenzione.
Chiaro che l'ipotesi sia gradita a Como: quella Provincia, amputata
di Lecco recentemente, è ormai ridotta a poca cosa e l'aggiunta di
Saronno e del Saronnese la aiuterebbe parecchio a ricuperare
posizioni perdute. I benefici per Saronno sarebbero notevoli, basti
pensare solo all'Ospedale ed alle scuole medie superiori.
Comunque, è periodo di vacanza... Per ora non ci penso più di
tanto».
L'idea del
sindaco, infatti,
non prevederebbe solo la "secessione" della città di
Saronno, ma anche di tutti i comuni del saronnese: Cislago, Caronno
Pertusella, Origgio, Gerenzano, Uboldo. «Siamo
quasi 90 mila persone - conclude Gilli -, ma contiamo pochino, presi singolarmente. La
mia provocazione, tuttavia, spero permetta di raggiungere due
obiettivi: maggiore coinvolgimento nella Provincia di Varese e
maggiori possibilità di intesa con la Provincia di Como, almeno
relativamente a quei Comuni comaschi che - da sempre - gravitano su
Saronno. Si pensi anche solo alla viabilità. Il mio, in fondo, è
una lamentela perché Saronno si trova ormai in una situazione
paradossale: confiniamo con tre Province, fra poco con
quattro (quando sarà istituita la Provincia di Monza). Questo è
fonte di disagi e complicazioni assurde: una qualche semplificazione
tornerebbe a vantaggio di tutti».
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