Varese
– Presentata alla
Palazzina della Cultura la prima pubblicazione di Aldea,
l'associazione libera per la democrazia e l'efficienza
amministrativa
«La
democrazia è disobbedienza »
(19
dicembre 2003) «La democrazia è disobbedienza».
Una provocazione lanciata alla presentazione del libro "Varese
un'iniezione di democrazia" (Nicolini editore) di Costantino
Lazzari. Il paradosso, si sa, è un modo per affermare delle verità
e nella presentazione del libro di verità ne sono state dette
molte. La pubblicazione, che raccoglie gli articoli di Aldea
(acronimo che sta per associazione libera per la democrazia e l'efficienza
amministrativa), ha fornito spunti interessanti sul tema democrazia
e rapporti con i cittadini. Chiamati a discuterne, alla Palazzina
della Cultura di via Sacco di fronte a un numeroso pubblico,
Giuseppe Armocida, ex assessore alla cultura e docente
universitario, Fausto Bonoldi, caporedattore della Prealpina, Marco
Giovannelli, direttore di Varesenews e l'avvocato Giorgio Costantini,
ex difensore civico.
«Avevamo pensato di chiamarla
un'infezione di democrazia - ha esordito Lazzari - visto la
situazione attuale. Bisogna rendere viva la democrazia perché ci
sembra che ci sia un po' di stanchezza, la democrazia va applicata
sostanzialmente e soprattutto occorre che gli amministratori si
rendano conto che i veri padroni di casa sono i cittadini e che a
loro è dovuto rispetto e trasparenza riguardo all'identificazione
dei problemi, sul metodo e le soluzioni adottate».
«Chi ha il diritto di comandare a Varese? - si domanda Giuseppe
Armocida -. Non siamo sempre in grado di governare noi stessi e
pretendiamo di governare gli altri. Il vero cittadino è colui che
sa disobbedire a quelle leggi che vanno contro le leggi naturali.
Provate a pensare alla pena di morte, lo Stato ci impone delle
sciocchezze e perché mai dovremmo ubbidire». Ce n'è anche per il
sistema maggioritario, reo di aver «spostato il baricentro della
politica dai contenuti ai personalismi. E poi smettiamola di
mitizzare l'aziendalismo: il comune non puo' essere un'azienda,
così come l'ospedale».
L'avvocato Costantini ricorda che il difensore civico, carica da lui
ricoperta per circa sette anni, è un esempio di democrazia diretta.
Certo non sempre rispettato nelle sue determinazioni dal livello
politico «ma esaltante perché al servizio di tutta la gente».
Un
ruolo centrale in democrazia è giocato dall'informazione. «Se
Aldea non ci fosse bisognerebbe inventarla - dice Fausto
Bonoldi -. Oggi con il maggioritario assistiamo ad istituzioni
svuotate di potere il cui unico compito è ratificare decisioni già
prese, anche su grandi scelte amministrative. Prendete la questione
carcere o la bretella Gasparotto-Borri è chiaro che il cittadino va
coinvolto. E soprattutto decisioni prese in fretta si scontrano con
la doverosa protesta della gente. L'informazione deve saper
esercitare una pressione costante sui gruppi consiliari ed essere il
collettore delle idee e delle proposte dei cittadini».
«Che la democrazia sia disobbedienza, quando occorre, mi trova
pienamente d'accordo - conclude Marco Giovannelli -. C'è chi
si è fatto chiamare subcomandante per affermare con forza che il
popolo è l'unico, vero e indiscusso sovrano. Il maggioritario?
Questo maggioritario è il solito pasticcio all'italiana. I poteri
dell'esecutivo non sono controbilanciati da contropoteri, ed oggi,
di fatto, il consiglio comunale non serve più a nulla. Proviamo a
chiederci quanta rappresentatività effettiva c'è in un consiglio comunale,
quante voci di consiglieri si conoscono e soprattutto che tipo di
partecipazione c'è. E poi tutta questa democrazia dov'è se
una mozione ottiene una risposta dopo sei mesi».