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È
ormai fuori pericolo la ragazzina di Marchirolo colpita da
meningite. È stata trasferita nel reparto di malattie infettive
dell'ospedale di Circolo, dove i medici completeranno la cura
( nella foto Pierluigi Zeli). L'Azienda
Sanitaria ha già provveduto ad attuare la profilassi su 65 persone,
tra compagni di scuola e parenti. Si è trattato di un caso di
meningite da meningococco di tipo b, quello per cui non esiste
vaccino. Sale, così a tre, il numero dei casi registrati nella
nostra provincia dall'inizio dell'anno ( dopo il caso di Venegono e
quello di Busto), al di sotto della media dello scorso anno. La
situazione, quindi, è assolutamente nella norma, continuano a
ripetere i dirigenti dell'Azienda Sanitaria locale che stanno
comunque continuando lo screening a Cocquio Trevisago alla ricerca
di portatori sani :
«Fino
ad oggi abbiamo prelevato campioni a 132 adulti e a 97 bambini -
afferma il direttore sanitario Fabio Banfi (nella
foto) - in base ai 105 referti in nostro possesso
possiamo affermare che nessuno è risultato positivo. Abbiamo
programmato 700 controlli, ma se la situazione dovesse mantenersi su
questi livelli, potremmo decidere di ridurre il numero». «Abbiamo
voluto intervenire in questo modo - spiega il direttore Generale
Pierluigi Zeli - per riportare la calma in una comunità scossa
dimostrando loro il nostro elevato livello d'attenzione. Importante
è stato anche il documento contenente le linee guida che abbiamo
stilato in collaborazione con i medici ospedalieri competenti e che
è stato distribuito a tutti i medici di medicina generale».
Ridimensionato l'allarme meningite, all'Azienda Sanitaria preme fare
chiarezza anche su un'altra questione spinosa che ha fatto molto
discutere: la chiusura di quattro consultori. Già nel corso del suo
insediamento il direttore generale aveva manifestato l'intenzione di
non abbassare l'offerta sul territorio: «Oggi provvederemo ad
approvare una nuova delibera che riporta a dodici i consultori
pubblici presenti in provincia - afferma Zeli - si tratta del numero
minimo che garantiremo e che, eventualmente, potrà essere
implementato». I quattro consultori per i quali la passata
direzione non aveva chiesto l'accreditamento, ora rientreranno
nell'elenco a mano a mano che verranno effettuati i lavori di messa
a norma: «Sulla questione della ristrutturazione - dice Zeli
-abbiamo già avviato una serie di incontri con i sindaci o gli enti
proprietari degli immobili, per definire la questione». Per Varese,
ad esempio, l'Asl dovrà confrontarsi con l'azienda ospedaliera
Macchi, proprietaria dei locali in via Monterosa, riprendendo una
trattativa che era stata avviata lo scorso anno nell'ambito della
commissione comunale affari sociali.
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