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Un
buco sempre più profondo. Il futuro ospedale per ora è tutto qui:
un grande cantiere dove si continua a scavare per gettare le
fondamenta. Fino ad oggi sono stati estratti 70 mila metri cubi di
terra, su un totale di 210 mila. Il movimento di automezzi, quindi,
proseguirà ancora per settimane, con destinazione Bodio e Malpensa.
Una fase, quella odierna, poco appariscente per i non addetti ai
lavori che sperano di poter visitare quanto prima l'opera per il
momento descritta solo sulla carta.
L'ospedale dalla forma ad H avrà due piani interrati: il primo, che
ospiterà le cucine e la farmacia, e il secondo dove troveranno sede
la diagnostica per immagini, venti sale operatorie, parte del Pronto
Soccorso e il laboratorio analisi. Al piano terreno ci sarà la hall
con un punto ristorazione e una serie di negozi, oltre al Pronto
Soccorso e all'area poliambulatoriale. Al primo piano verrà
dislocata la terapia intensiva, con 70 posti letto, mentre i
restanti cinque piani saranno destinati alla degenza con 640 posti.
Le camere, tutte a uno o due letti, disporranno di servizi privati.
Tutto l'ospedale avrà un impianto di condizionamento. Sulla
sommità di una delle due torri si sta rivalutando l'ipotesi,
inizialmente prevista ma poi esclusa, di realizzare l'eliporto, una
necessità sostenuta dal direttore generale Roberto Rotasperti che
vede proprio nel trasporto aereo la risposta ai problemi di
collegamento con il nord della provincia.
Molteplici
saranno le aree parcheggi: quella davanti all'ingresso di via
Guicciardini, quella attiva oggi In via San Michele del Carso, oltre
ad alcune zone attualmente occupate dal cantiere e al parcheggio che
il Comune dovrebbe realizzare davanti all'attuale ingresso di viale
Borri. Per una capienza complessiva di 1900 vetture. (nella
foto il DG Rotasperti e i responsabili del cantiere)
Ancora in fase di studio, invece, la funzione che avranno i
padiglioni dell'attuale ospedale che non verranno abbattuti.
Due le scuole di pensiero, che potrebbero anche convivere: la
collocazione degli ambulatori dedicati all'utenza esterna e gli
spazi riservati all'università.
Se tutto procederà senza intoppi, entro 42 mesi si potrebbe
arrivare all'ultimazione dei lavori. Un lasso di tempo ancora lungo,
ma che i vertici dell'azienda Macchi vorrebbero alleviare
organizzando delle visite per la popolazione che prossimamente
verrà coinvolta direttamente per partecipare alla realizzazione
della struttura attesa da decenni.
La
galleria fotografica dei lavori da settembre ad oggi
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