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Cocquio
Trevisago – Grande preoccupazione ma anche fiducia nelle
autorità sanitarie tra i genitori dei bambini della piccola
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«I
nostri bambini non possono vivere sotto una campana di vetro» |
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Quindici bambini presenti su 54. E non è per la
neve, solo qualche centimetro, che la maggior parte dei genitori non
ha fatto uscire di casa i piccoli per portarli all’asilo infantile
di via Tagliabò a Cocquio Trevisago. La paura non ha un nome in
particolare, ma non si può certamente negare che tra i genitori
esista eccome. Questo è il clima che si respira in paese nella
mattina di oggi, 4 febbraio, dove le condizioni della bimba di sette
mesi ricoverata in rianimazione a Varese sono interrogativi sulla
bocca di tutti. La sorella, di quattro anni, frequenta l’asilo. Ma
in realtà la situazione sembra essere sul piano medico del tutto
sotto controllo, come hanno fatto sapere il sindaco, le autorità
sanitarie e come dicono i genitori dei bambini che oggi sono andati
regolarmente all’asilo e alla scuola elementare. Tra loro non si
parla né di epidemia, né di contagio.
«L’allarme è comprensibile. È normale che qualcuno, per
ignoranza o per altri motivi si spaventi di fronte a casi come
quello del piccolo Paolo, ma non possiamo certo tenere i nostri
bambini sotto una campana di vetro», dice infatti una nonna che ha
appena portato il nipotino all’asilo e che ne ha un altro a casa,
molto più piccolo. «Anch’io ho scelto di far andare il mio
Andrea all’asilo – afferma un nonno, Angelo Guerino, che viene
da Gavirate - : certo, la scorsa settimana eravamo sul chi va là, e
lo abbiamo tenuto a casa due giorni, per dare tempo alla profilassi
di fare il suo corso, ma poi non abbiamo esitato a far tornare il
bambino a giocare coi suoi amichetti». La memoria, come è
comprensibile, torna a tutti verso la sorte del piccolo Paolo, che
due sabati fa non ce l’ha fatta, colpito da un’infezione le cui
cause sono ancora ignote. E mentre Ghoulim Fouad, dopo aver
accompagnato il piccolo Walid, tre anni, parla dell’allarme un po’
generalizzato per tutti i genitori del paese, una mamma esce dall’asilo
tenendo per mano il suo bambino. Come mai lo porta a casa? «Lui non
è stato vaccinato», risponde.
La paura è certamente generata dalla confusione prodotta dalle
notizie che giungono ai genitori e che rimbombano di bocca in bocca.
«L’asilo non è comunque il luogo dove si viene infettati –
dice, decisa, una giovane mamma, Carolina Coter - : di certo mio
figlio è più protetto dalle malattie qui che non al supermercato o
in altri luoghi del genere».
Alle scuole elementari di via Roma, vicino al municipio, la
situazione è meno caotica e sembra quasi normale. «Solo in una
classe – affermano le maestre – una terza, ci sono cinque
assenti su 12 alunni, una situazione del tutto normale, tenuto conto
anche dell’influenza che in questi giorni sta colpendo grandi e
piccini».
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Andrea
Camurani
andrea@varesenews.it |
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