L'Olocausto è stato certamente il momento più
terrificante della storia del XX secolo. Tutti sono a conoscenza
di quali sono state le proporzioni dell'eccidio perpetuato dai
nazisti contro gli ebrei di tutta Europa, costato quasi sei
milioni di vittime. Ma i nazisti non perseguitarono soltanto gli
ebrei. Nei campi di sterminio vennero, infatti, internati anche
zingari, omosessuali e i testimoni di Geova.
(nella foto Leopold Engleitner)
Per ricordare la tragedia di questi ultimi,
sarà allestita a Milano a partire dal 26 gennaio, nella Sala
Viscontea del Castello Sforzesco, una mostra nella quale saranno
esposte fotografie, documenti e audiovisivi che testimoniano la
persecuzione nazifascista contro i testimoni di Geova.
"I Triangoli viola", questo era il simbolo cucito sulle
loro uniformi, vennero imprigionati,
perseguitati e uccisi per la loro radicale opposizione al regime
nazista, poiché si rifiutarono di lavorare nell'industria
bellica, di arruolarsi nell'esercito e di dare appoggio alle
direttive del regime. I numeri parlano chiaro: oltre 20.000 furono
i perseguitati, di questi 10.000 vennero rinchiusi nei campi di
concentramento già a partire dal 1933. Ne morirono circa 5.000.
La mostra, che verrà inaugurata il 26
gennaio alle 10 nella Sala Viscontea, è rivolta a tutta la
cittadinanza in generale, ma in modo speciale alle scuole. Gli
alunni potranno così conoscere una storia
dimenticata, della quale parleranno alcuni sopravvissuti,
tra i quali Leopold Engleitner , al quale è dedicato il
documentario "Mai e poi mai - Leopold Engleitner: Scelse
un'altra strada!", che aprirà l'esposizione. Il
documentario, del regista Bernhard Rammerstorfen, racconta la
storia di questo importante testimone della persecuzione dei
testimoni di Geova. Engleitner, (ora novantasettenne) era un
bracciante agricolo austriaco, che fin dall'avvento del nazismo si
oppose pacificamente alla violenza, all'oppressione e
all'ideologia nazista, motivo per il quale venne arrestato e
internato nei campi di concentramento di Buchenwald, Niederhagen e
Ravensbruck. All'interno della manifestazione verranno anche
esposti gli acquarelli dell'ex deportato Johannes Stayer.
L'obbiettivo dell'iniziativa, che
non
ha carattere confessionale è quello di impedire che le
vicende delle vittime della persecuzione non cadano nell'oblio.
Infatti come per i rom e gli omosessuali, la Storia non ha
concesso molto spazio nel ricordare i testimoni di Geova, a cui
con difficoltà viene attribuito il titolo di "vittime
dell'Olocausto".
Per informazioni:
Ufficio stampa Testimoni di Geova: 039. 464144
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