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«Non
avevo nemmeno le forze di muovermi, ma per fortuna sono riusciti
fermare l’avanzamento della malattia». Per la 21enne Daniela B.,
residente a Venegono Inferiore, c’è mancato davvero poco, ma i medici
sono riusciti a salvarla. Infatti la ragazza colpita da
meningite, impiegata in una ditta di occhiali da sole, è stata in coma per oltre sei ore prima che gli
antibiotici facessero effetto. «Non ricordo quasi nulla –
racconta Daniela ancora piuttosto debole – ma quando mi sono
svegliata l’ospedale era pieno di parenti e amici. In quel momento
ho capito che avevo rischiato davvero molto».
La ragazza racconta di essersi sentita male a casa del fidanzato,
domenica sera, mentre stavano vedendo un film. «Ho avuto un grosso
mal di testa, poi a casa avevo la febbre a 39. Ho
passato una notte d’inferno continuando a svegliarmi. Sembrava però
una normale influenza». La mattina seguente Daniela, bianca come un
cadavere e con delle grandi occhiaie, non riusciva nemmeno a
muoversi: «Hanno dovuto mettermi in bocca la tachipirina e mi ricordo
di non essere nemmeno riuscita a masticarla. Dopodiché è arrivata
l’ambulanza. Da allora non ricordo più nulla, solo il risveglio
dopo un grande sonno, con il dottore e i miei genitori nella stanza
dell’ospedale».
La ragazza dopo le prime cure all’ospedale Galmarini di Tradate è
stata trasferita nel reparto infettivologia di Busto Arsizio (nella
foto in alto), dove, una volta individuato
il batterio (meningococco), è iniziata la profilassi. Ormai anche il
corpo era pieno di macchie rosse.
Attualmente Daniela è fuori pericolo e oggi, giovedì 9 gennaio, è
uscita dall’isolamento, ma dovrà rimanere sotto antibiotici
almeno per un paio di settimane. «Mi hanno preso in tempo e non
posso che ringraziare i medici che mi hanno assistito. Su come possa
averlo preso mi hanno detto che può succedere anche alle persone
deboli di anticorpi. Io la scorsa estate sono stata in Spagna e non
sono stata molto bene. Probabilmente è stato quello».
Si tratta del terzo caso di meningite in provincia di Varese, nel
giro di dieci giorni, ma secondo il primario di infettivologia di
Busto Arsizio Giuliano Rizzardini «non è poi così difficile che
la meningite colpisca anche i giovani adulti. Daniela, adesso,
possiamo dire che è fuori pericolo. La paura è stata molta, ma
l’abbiamo presa in tempo». Lo scorso anno le persone colpite da
meningite ricoverate a Busto sono state circa una quindicina. «L’Asl
ha già provveduto a contattare le persone vicine alla ragazza e per
tutti dovrebbe essere già scattata la somministrazione di un
antibiotico specifico per lo sviluppo della malattia». I sintomi
sono molti, più o meno come quelli di una normale influenza: febbre
alta e mal di testa, ma anche una certa rigidità nucale, il
fastidio della luce e nausea.
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