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Tante le ipotesi aperte per
spiegare la morte del piccolo bimbo di
quattro anni morto sabato scorso all'ospedale di Circolo. A distanza
di due giorni, i medici sono ancora in attesa di conoscere il
responso degli esami effettuati sul corpicino. Ma i primi esiti
escluderebbero un'infezione meningococcica. «Sto attendendo i
risultati completi - spiega il professor Paolo Grossi, direttore
della clinica di malattie infettive dell'ospedale di Circolo - il
quadro clinico iniziale propendeva per la diagnosi che è stata
comunicata (sespi-menigococcica) e che ha innescato la
profilassi attuata sui genitori e su chi aveva avuto contatti con il
piccolo. I risultati che stanno arrivando a mano a mano, però,
escludono quella spiegazione iniziale. E a questo punto tutte le vie
sono aperte». Ed è proprio in un clima di incertezza che si sta
agendo: l'Azienda sanitaria ha avviato la profilassi tra i parenti e
i conoscenti, coloro che hanno avuto un rapporto con la vittima di
almeno quattro ore al giorno nei cinque giorni precedenti il
manifestarsi della malattia. Per ulteriori decisioni, però, si
attende il quadro clinico completo che dovrebbe arrivare domani.
La notizia, uscita in maniera allarmante e imprecisa, ha però
scatenato il panico e ora si assiste a fenomeni di isteria
collettiva: «Anche il ricorso al vaccino - spiega il professor
Grossi - sta avvenendo in modo isterico. A volte persino i medici e
i pediatri contribuiscono a creare confusione perché danno notizie
poco chiare sul fenomeno a cui assistiamo. I casi di meningite sono
normali: alcune persone sono portatrici del batterio e, soprattutto
in periodo invernale, l'infezione capita. La malattia non è
necessariamente letale, anzi. È chiaro che la preoccupazione più
alta è verso i bambini perché spesso la sintomatologia può
confondersi con quella influenzale. Mi rendo conto, però, che forse
andrebbe fatta una campagna informativa per evitare il panico.
Quello che sta avvenendo nel magentino, una zona storicamente più
esposta ai contagi, è in effetti una semplice sperimentazione per
abbassare in futuro il numero dei casi».
Anche il professor Grossi invita, quindi, a ridimensionare la
vicenda: «Questa corsa all'accaparramento dei vaccini, non solo è
inutile, ma anche controproducente. Non esiste un unico tipo di
vaccino e quindi, senza una profilassi mirata, è solo uno spreco di
soldi».
Nonostante i ripetuti appelli alla calma, comunque, le autorità
sanitarie si stanno mobilitando perché la situazione sta sfuggendo
di mano e l'isteria sta prendendo il sopravvento.
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