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01/06/07
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nelle stelle»

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Hockey – L'analisi dell'ex portiere di Varese e della nazionale sulla sto di salute dell'hockey in Italia

«L'hockey risorgerà», 
parola di Big Jim Corsi


Ha il solito sguardo di chi la sa lunga, perlomeno quando si parla di hockey. Portiere della nazionale e di Varese ai tempi d'oro, Jim Corsi, soprannominato dai tifosi Big Jim, analizza la situazione dell'hockey italiano, sulla via della guarigione, ma non ancora uscito completamente dalle secche della crisi.
(foto: Jim Corsi, tra Gellert e Gorini, un allenamento prima della sfida con i Beavers)
Perché Varese ha attraversato questo periodo buio?
«Non è solo la condizione di Varese, ma di tutto l'hockey in Italia, che ha attraversato un periodo difficile».
La situazione quando giocavate voi era molto diversa?
«Erano diverse le premesse. Quando io sono arrivato in Italia, come altri oriundi, sono venuto per giocare e non per il contratto. Non sapevamo quale fosse il futuro che ci aspettava. Avevamo una passione che ha contagiato tutto l'ambiente, la città era viva e la gente sentiva questa passione».
E dopo, cosa è successo?
«Hanno prevalso i mercenari. Soldi, contratti ricchi, ma poca passione. Se la molla che ti fa giocare è il danaro è finita. E poi si creava uno squilibrio tra le squadre, e il campionato perdeva di credibilità. E la gente non è stupida, vede chi scende sul ghiaccio e come gioca. Noi avevamo una mentalità  vincente perché pulita. Quasi tutti abbiamo messo su famiglia in Italia, moglie e figli, ci si sentiva parte della città e la gente lo riconosceva e ti ripagava con l'affetto e il palaghiaccio esaurito».
La federazione non ha responsabilità?
«La federazione ha responsabilità per il futuro. Se saranno capaci di creare un vero mercato nell'hockey, una vera concorrenza tra le squadre, un campionato spettacolare e non finto con due, tre squadre che giocano contro i brocchi, allora l'hockey  ce la farà».

sport@vareseweb.it

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