Torna a
Varese-laghi

E-mail



Ore 17.56.58
Giorno
01/06/07
«L'hockey risorgerà», parola di Big Jim Corsi

I "vecchi" Mastini ringhiano ancora 

"Mastini Day", le foto dei protagonisti

Gara 3:
Mastini: è serie A 

Odino: «Era scritto 
nelle stelle»

Galleria fotografica

Lettere al direttore 
A Varese c'è voglia 
di hockey!

Gara 2
Tre linee e grande carattere: le armi vincenti dei gialloneri

Mastini: riscossa favolosa

Gara 1
Como espugna il Palalbani

Mastini-Lariana: un derby per la gloria ritrovata

Odino: «Bisogna credere nei giovani»

Tutto ok, tranne l'incognita palaghiaccio

È hockey spettacolo al Palalbani

Mastini Hockey: 
è la rinascita

Mastini: grinta e voglia di vincere

«Il ghiaccio a Varese tornerà rovente»

L'Hockey Varese presta i suoi talenti

Mastini si riparte alla grande

 

Hockey Ghiaccio – Una serata dall'altissimo valore umano e sportivo. I vecchi campioni hanno compiuto l'ennesimo miracolo

La lezione dei vecchi Mastini


Lo sport ha nella capacità di trasmettere valori ed emozioni la sua vera funzione educativa. Il "Mastini day", la celebrazione organizzata per rievocare i fasti dell'hockey a Varese, ha dimostrato che quanto seminato molti anni fa ha lasciato un segno indelebile. Un palaghiaccio gremito di tifosi, i colori giallo e nero a fare da sfondo, le nuove generazioni sui pattini insieme ai vecchi campioni. Gente commossa che chiamava Jim, Teo, Bob, Kim, Frank, Ron come se fossero persone di famiglia, persone care. Forse questo è il vero messaggio: l'hockey a Varese deve risorgere perché la città oggi non ha campioni con i quali identificarsi. Quelle degli oriundi canadesi, venuti a giocare a Varese e in Italia, sono storie positive e a loro modo eroiche. Il loro ritorno nella terra d'origine, la rotta dei padri percorsa al contrario dai figli, ha portato con sé anche una capacità nuova di pensare il futuro, di accettare le sfide e di vincerle (Varese ha rotto il monopolio delle valli), e il  "Mastini day" ne è stata l'ennesima riprova. 

Sono entrati sul ghiaccio del Palalbani, annunciati dallo speaker, come star e loro hanno risposto come uomini di sport dando il meglio di se stessi, nonostante l'età e qualche acciacco in più. La comunità sportiva (giornalisti compresi) si è stretta attorno ad un ricordo ancora vivissimo. Gente che non metteva piede al palaghiaccio da anni, di buonora era già in trepida attesa. Qualche presenza discreta, ma importante per la testimonianza, come quella di Manuel Rui Costa in piedi in mezzo alla gente e di altre vecchie glorie dell'hockey italiano. Persino la federazione era ben rappresentata in tribuna, nonostante in calendario ci fossero impegni ufficiali di rilievo (la qualificazione finale per lo scudetto tra Vipers e Fassa). Ancora un miracolo sportivo dei vecchi Mastini. 
Un minuto di silenzio anche per chi non c'è più: Bryan Lefley,al pari degli altri mastini, ha lasciato a Varese un testamento sportivo e morale di grande valore.
Alla fine della partita con i Beavers Hockey Club (vinta in scioltezza dai gialloneri per 8 a 2), sul ghiaccio c'erano tre generazioni: i Mastini di oggi, quelli di ieri e i loro figli. Un quadro difficile, soltanto da immaginare, nello sport di oggi. Una continuità e una solidità di valori che ha nella consapevolezza del proprio ruolo di simboli sportivi e nella passione per questa disciplina le uniche certezze. 
Ora tifosi e appassionati aspettano, e non solo dalla società, una risposta altrettanto certa per il futuro.

Michele Mancino
michele@varesenews.it

Torna all'inizio dell'articolo