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(18
novembre 2003) «Salviamo la chiesetta del marchese Federico
Fagnani, corre il serio pericolo di sparire per sempre». È
l'appello lanciato dai responsabili di www.gerenzanoforum.it
che hanno recentemente scritto al sindaco per conservare e
riscoprire una parte del paese «che tutti hanno ormai dimenticato,
ma che ha fatto la storia di Gerenzano».
L'appello al Comune è avvenuto in seguito a una segnalazione giunta
ai responsabili del sito. «Il marchese Federico Fagiani sarebbe il
fratello di Antonietta, amante del Foscolo - spiega Alessandro
Gianni, responsabile del sito -. Quel piccolo tesoro giace in
disparte senza le dovute attenzioni e per di più c'è il rischio
che tramite una ristrutturazione, approvata dal Comune, vada tutto
perduto per sempre, anche i possibili affreschi che vi potrebbero
essere sulle pareti di quel che rimane della struttura».
«La
cappella, che risalirebbe al '700, è ricavata all'interno di una
costruzione molto antica che divide la corte del Marchese da quella
della Pesa - prosegue Gianni -. Dopo la vendita della proprietà del
marchese, la porta della cappella venne occlusa per ricavarne dei
locali abitabili e diventò la dimora della famiglia del "Pefani"
che tuttora ne detiene la proprietà. La facciata non è molto
appariscente, come era nello stile del marchese, ma sobria e ben
armonizzata nel contesto architettonico. Inoltre, sotto un intonaco
molto grezzo si intravedono affreschi che, a prima vista, sembrano
molto più antichi delle lesene. Perché non studiare seriamente
tutto il complesso dei fabbricati del Marchese Fagnani (le corti che
da Largo Fagnani vanno fino in via Montenero) e proporre un piano di
recupero "storico" di tutta l'area eliminando tutte le
brutture che si sono aggiunte in questi ultimi 50 anni?»
«Non possiamo
intervenire noi su una struttura privata - spiegano dall'ufficio
tecnico del comune -. La chiesetta del Marchese è stata trasformata
in abitazione anni fa. Dopo la segnalazione dei privati abbiamo
fatto un sopraluogo e della vecchia struttura ne è rimasto ben
poco. Tempo fa avevamo rilasciato una concessione edilizia per un
piano di recupero, ma non è più stato fatto nulla e oggi quella
pratica edilizia è decaduta. Se i privati dovessero ripresentare un
piano di recupero, vedremo con loro se tenere conto della presenza
della chiesetta».
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