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(16
ottobre 2003) L'indifferenza che nasce dalla paura. Il timore
che è generato dall'ignoranza. E così migliaia di persone vivono
ai margini della società, senza diritti. Nel nostro paese sono
almeno 8 milioni le persone che vivono al di sotto della soglia
della povertà, con un reddito mensile che non supera i 400 euro.
Stranieri ma anche molti italiani, senza fissa dimora che, dopo
l'ultimo censimento, sono stati tolti dall'anagrafe perdendo il
diritto ad avere un documento di identità o il tesserino sanitario.
Ci sono clochard per scelta ma anche esclusi "loro
malgrado", vittime di esperienze traumatiche, ex-carcerati,
malati mentali, alcolisti, tossicodipendenti.
Per loro, per tutti questi uomini emarginati, la Caritas Ambrosiana
e la rivista "Scarp de' tenis", in occasione della
Giornata Mondiale della lotta alla Povertà indetta dall'Onu,
organizzano una nottata di riflessione, un momento di incontro tra i
"cittadini" e gli esclusi. A Milano, quest'iniziativa è
giunta alla terza edizione e coinvolge, oltre alla Caritas, il
Dopolavoro Ferroviario e una serie di artisti e gruppi che si
daranno appuntamento in piazza Duca D'Aosta a partire dalle 19. Sui
treni lombardi, sempre da domani, verrà distribuita gratuitamente
la copia di Scar de Tenis dedicata al problema della povertà e
dell'emarginazione nel mondo.
Quest'anno, anche Varese aderisce alla manifestazione con un sit
in in piazza San Vittore. Tutti sono invitati,
"armati" di sacco a pelo, alla "Notte dei senza
dimora". Gruppi di boy scouts e di alpini affiancheranno i
volontari della Caritas varesina.
«Il
nostro obiettivo - spiega Monsignor Peppino Maffi, prevosto di
Varese - è quello di aprire il dialogo. Di dare il via ad una serie
di iniziative per "riportare" questi emarginati
all'interno della società, superando le barriere dell'indifferenza.
Vorremmo, inoltre, avviare un tavolo permanente per dare continuità
alle iniziative, senza dover inseguire l'emergenza. Per i
senza dimora è necessario un percorso di
"riavvicinamento", un percorso da affrontare insieme a
personale debitamente formato».
A Varese, i senza tetto sono una cinquantina, per la maggior parte
di nazionalità italiana. Un numero approssimativo che si basa sulle
sole cifre raccolte nei centri d'ascolto Caritas.
«Il nostro impegno nel sociale è molteplice - aggiunge Monsignor
Maffi - aiutiamo gli asilanti a trovare una sistemazione, diamo un
tetto ai giovani che escono dalle comunità protette e li seguiamo
nelle fasi del reinserimento. Siamo al fianco degli anziani non
abbienti, venendo incontro alle loro esigenze economiche. Per i
senza dimora, invece, riusciamo solo a dare risposte estemporanee.
Ecco perchè abbiamo aderito a quest'iniziativa. Vorremmo imboccare
una via per proseguire costruttivamente. Per eliminare le barriere
della paura e dell'indifferenza».
Appuntamento, quindi alle 20 in piazza San Vittore, per conoscere
l'altra faccia della società, quella senza volto.
Programma
ore 20: arrivo dei
partecipanti
ore 21: presentazione della serate e momento di confronto
ore 23: arrivo degli animatori di strada "Kan Clown"
Ci saranno il banchetto
della rivista Scarp de Tenis, un punto ristoro e il banchetto del
Commercio Equo.
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