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(01.06.2007
) Nell'Europa futura, una macro regione potrà dire la
sua nella nuova geografia politica, economica e culturale. E' la
macro regione alpina, si affaccia a nord e sud della barriera
montuosa ed ha e potrà sviluppare ancor più in futuro,
un'identità e specificità proprie. La prima Conferenza delle assemblee
legislative regionali europee (29 e 30 aprile a Villa Porro
Pirelli di Induno Olona, vuole essere un primo momento di
"autoanalisi" di diverse realtà accomunate da uno stesso
patrimonio antico, in vista di un percorso comunitario comune.
Organizzato dal consiglio regionale vi partecipano tutte le
autonomie storiche europee di Francia (Rhone Alpes), Svizzera (Vallesi,
Canton Ticino e Grigioni), Germania (Baden Wuerttemberg), Gran
Bretagna (Galles), Spagna (Paesi Baschi, Catalogna e Cantabria),
Austria (Vorarlberg, Stiria, Tirolo e Carinzia) e Liechtenstein e la
Repubblica del Tatarstan.
Il convegno sarà diviso in due parti: nel corso della prima
giornata esponenti politici europei, docenti universitari,
personalità della cultura e delle istituzioni, si incontreranno in
gruppi di lavoro preliminari. L'indomani prenderà il via la
conferenza vera e propria: obiettivo, il rafforzamento del dialogo
tra le assemblee alpine per arrivare alla formulazione di una
legislazione nazionale e comunitaria per la montagna che tuteli e
promuova la specificità delle aree alpine. Ospiti di questa seconda
giornata di lavori anche i ministri Enrico La Loggia e Roberto
Maroni e il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
La dimensione geografica dell'appuntamento
sarà occasione per evidenziare tematiche di una certa urgenza anche
economica ed infrastrutturale: i corridoi di trasporto, per
esempio.
«Deve essere avviata - ha detto in qualità di padrone di casa il
Presidente del consiglio regionale Fontana - una collaborazione più
forte e incisiva tra le Assemblee legislative per rafforzare le
politiche di salvaguardia e promozione del territorio alpino. Le
sfide dei prossimi anni, proprio per le caratteristiche specifiche
di queste aree, richiedono nuove leggi e nuovi strumenti anche in
chiave europea. Abbiamo pertanto il dovere di essere protagonisti
attivi e partecipi delle decisioni che ci riguardano».
«Il patrimonio montano - ha aggiunto il vicepresidente Prosperini -
è ricco di ideali e valori che affondano le radici nella storia
della gente di Lombardia, ideali e valori che devono oggi essere
riscoperti e riproposti con forza per una società che sappia essere
orgogliosa della sua identità».
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