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(01.06.2007
) Forse non si tornerà alle posterie di un tempo, dove in un unico
negozio si trovava dal carbone alla cioccolata, o nelle scuole di
montagna, con cinque bambini e una maestra, ma poco ci manca. Il
consiglio regionale della Lombardia ha infatti approvato a
maggioranza una legge a sostegno dei piccoli centri al di sotto dei
2.000 abitanti - che però compongono il 45 per cento dei paesi
lombardi - che prevede sgravi fiscali e agevolazioni per i
microcentri delle valli.
La legge, che interessa 693 comuni è infatti destinata a
rivoluzionare l'attività gestionale e amministrativa dei piccoli
centri apportando diverse novità. Nello specifico si parla di una
riduzione dell'Irap per aziende e imprese che operano nei piccoli
paesi, oltre alla salvaguardia e al mantenimento delle scuole che
secondo la normativa vigente potrebbero essere a rischio chiusura
per carenza di iscrizioni; inoltre sono previste agevolazioni per
l'apertura di nuovi impianti per la distribuzione di carburanti.
Oltre ad agevolazioni di carattere economico e finanziario, verranno
introdotte anche semplificazioni che consentiranno ai sindaci di
queste realtà di autorizzare attività commerciali diverse in un
solo esercizio - ad esempio dal panettiere si potrà comprare anche
frutta, carne o altri generi diversi senza tenere conto delle
tabelle merceologiche oggi in vigore - con deroghe per le aperture
festive, la vendita di prodotti agricoli e artigianali. Il
provvedimento prevede infine anche lo snellimento delle procedure
per gli adempimenti, rivisti gli obblighi delle pubbliche
amministrazioni (è prevista la modifica di alcune leggi regionali e
l'attivazione di sportelli per attività di primo intervento) e
introdotte agevolazioni tributarie per salvaguardare gli esercizi
commerciali esistenti e promuovere l'apertura di nuove attività.
Una vera manna per combattere l'abbandono dei centri rurali e
salvaguardare quindi le tradizioni che rischiano di scomparire con
la fuga dei residenti verso il più comodo fondovalle.
La legge, approvata a maggioranza - favorevoli centro destra e
Margherita, astenuti Ds, Rifondazione Comunista, Verdi e Radicali -
riguarderà anche diversi paesi del Varesotto, specialmente nel
Luinese. E proprio qui, dove negli ultimi anni si è rilevato un
forte calo demografico a discapito dei piccoli paesi, la legge viene
commentata con un cauto ottimismo.
«Di leggi che aiutano i piccoli comuni ne abbiamo già viste tante,
ma i problemi sono sempre gli stessi, anzi la situazione peggiora di
anno in anno - lamenta Silvio Fiorini, presidente della comunità
montana valli del Luinese - . Ben venga una legge che va incontro ai
nostri comuni, ma a patto che parta dal punto di vista dei servizi
alla cittadinanza. Non servono sgravi fiscali ai piccoli negozi
intesi come attività economiche: nei paesi delle valli il problema
va risolto a monte. I negozi vanno mantenuti in quanto costituiscono
servizi veri e propri alla cittadinanza, e così vanno intesi.
Proprio come avviene in Svizzera, dove con un sistema di
Cooperative, il pane, il giornale o il latte arriva anche nei più
piccoli e sperduti centri montani».
Nel Luinese sono diversi i centri che non hanno più negozi o
spacci, anche di generi alimentari, come avviene per le frazioni di
Veddasca, Tronzano, o Curiglia. «Anche nel 1994, con la legge 97
erano previste agevolazioni per i piccoli comuni, come l'esenzione
dall'acquisto di un registratore di cassa per i negozi dei centri
montani - conclude Fiorini. Peccato che a distanza di 10 anni
dall'entrata in vigore di questa legge i proprietari dei negozi nei
piccoli comuni stiano ancora aspettando che il Ministero definisca
l'elenco dei paesi che possono beneficiare di questi
vantaggi».
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