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(01.06.2007
) AlpTransit prosegue, nonostante le difficoltà
economiche. E' di ieri una visita istituzionale della Commissione
Territorio della Regione Lombardia, guidata dal presidente,
Margherita Peroni, e dai consiglieri Ferrazzi, Bisogni, Rivolta,
Confalonieri e Reguzzoni e voluta dal Collegio
Periti Industriali della Provincia di Varese. La commissione è il gruppo di lavoro dalla cui attività
passa anche il futuro delle vie di comunicazione ad alta velocità
su rotaia, lombardo. Gli immediati interlocutori di quanto sta
avvenendo al di là delle Alpi. AlpTransit, dunque, va avanti. Tre
chilometri di galleria in più negli ultimi quattro mesi, sommati i
diversi cantieri aperti alle due estremità del tunnel di 57 km che
tra una decina d'anni, taglierà come burro il massiccio del
Gottardo avvicinando Zurigo e Lugano e, si spera, Milano e la
Lombardia. Anche la Regione Lombardia vuole sapere: nelle ultime
settimane si è parlato di un aumento dei costi complessivi del
progetto. Qualcuno ha messo in discussione il proseguimento della
galleria di base del Gottardo: vale a dire, quel secondo tunnel
sotto il Monte Ceneri che dovrà avvicinare drasticamente Bellinzona
e Lugano, e spalancare le porte verso l'Italia. "Il
finanziamento per il progetto del Ceneri - spiega Renzo Chiggia,
dirigente del settore Sud AlpTransit - è stato approvato ma
congelato. Lo "scongelamento" deve passare di nuovo per il
Parlamento. Ultimamente ci sono state discussioni che hanno messo in
dubbio la disponibilità finanziaria. In realtà una camera si è
già espressa a favore, l'altra deve ancora farlo".
"Non prendiamo in considerazione nessun progetto alternativo al
traforo del Ceneri - rassicura Riccardo De Gottardi, responsabile
Sezione Trasporti e pianificazione territoriale del Canton
Ticino - siamo certi che alla fine non ci saranno cambiamenti di
rotta", pur confessando che negli ultimi tempi un nuovo vento
politico nella Confederazione ha raffreddato, e non poco, gli
entusiasmi sul progetto.
"E' stato forse un problema di comunicazione - spiega invece
Stefan Flury, Dirigente del settore galleria di Base Gottardo Sud -;
lo stanziamento iniziale (di circa 30 miliardi di franchi per
tutti i progetti ferroviari della Confederazione, ndr)
prevedeva già una riserva di 2 miliardi di franchi per eventuali
aumenti dei costi". Piuttosto, all'ordine del giorno a Berna,
vi è la discussione su come riaggiornare la ripartizione dei costi
complessivi. L'intero progetto di ammodernamento del sistema
ferroviario elvetico - di cui la galleria del Gottardo rappresenta
solo il 20% e quella del Ceneri solo il 5% - poggia su 4 pilastri di
finanziamento: la tassa sul traffico pesante, approvata da un
referendum popolare, che coprirà il 55% dei costi; una tassa sul
carburante, un aumento dell'Iva e per il 15% su un indebitamento che
graverà sulle spalle dei gestori della rete ferroviaria. E' su
quest'ultima voce che il dibattito si è aperto. La soluzione
alternativa ipotizzata al momento è che possa venire allungato nel
tempo il prelievo fiscale sul traffico dei veicoli
pesanti.
Ma non è in discussione l'obiettivo generale: passare già entro il
2009 dagli attuali 1milione 300mila veicoli commerciali a 650mila.
Un disegno ambizioso che può riuscire solo in un sistema dei
trasporti integrato e che veda andare di pari passo, insieme alla
Svizzera, le due ragioni direttamente interessate all'asse del
Gottardo: il Baden Wurttemberg e la Lombardia. Da sole queste due
regioni rappresentano un bacino di 20 milioni potenziali utenti del
nuovo asse ferroviario. Altro obiettivo sarà la velocizzazione dei
tempi di percorrenza: Milano Zurigo sarà una tratta percorribile in
due ore e 10 minuti. Cosa succederà a sud di Lugano, non è ancora
certissimo. De Gottardi ammette che per un progetto definitivo se ne
parlerà tra quattro o cinque anni. Resta inteso che
orientativamente la linea maestra è tracciata: preferenza alla
direttrice storica, la linea Lugano-Chiasso, potenziata e
velocizzata. Da qui, auspicabilmente, l'innesto sulla linea veloce
Chiasso-Monza-Seregno. Da questo snodo, i viaggiatori scenderanno a
Milano e poi verso sud, le merci sgronderanno verso est in direzione
Bergamo-Trieste. Una data, però, è già impressa nell'agenda
svizzera. Entro il 2010 l'obiettivo sarà quello di veder attivato,
come parte del progetto di mobilità regione Ticino- Lombardia, il
collegamento tra Mendrisio- Arcisate-Stabio- Varese-Malpensa. I
consiglieri regionali lombardi, da parte loro, rispondono: "Ci
stiamo muovendo parallelamente agli svizzeri, in coerenza con loro.
Stiamo lavorando a diversi progetti - ribadisce Margherita Peroni -
il quadruplicamento della tratta Monza Chiasso, il progetto per la
gronda est, il collegamento con Malpensa, tramite l'Arcisate Stabio.
Tre progetti già presentati in Regione e al Ministero. L'Arcisate-Stabio,
già approvata dal Pirellone, è già all'attenzione del Cipe. E'
ancora ad un livello di studio di fattibilità il collegamento a sud
tra Malpensa e Milano e il potenziamento della Bellinzona-Luino".
Su questa tratta in particolare, nonostante manchino, sia da una
parte che dall'altra, progetti definiti, si giocherà la partita del
traffico merci, sia dall'asse del Gottardo sia per quelle che il
futuro tunnel del Lotschberg, in funzione dal 2007, non
riuscirà a sopportare. L'asse che si collegherà via Novara al
Sempione e a sud collegherà il nord dell'Europa con il porto di
Genova.
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