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(01.06.2007) Nel
cielo c'è una stella in più. A scoprirlo sono stati gli esperti
astronomi di Tradate, già noti in tutto il mondo scientifico per
alcune scoperte analoghe e per le foto di Marte inserite negli
archivi della Nasa. La nuova stella dovrebbe essere una Supernova,
ovvero la morte di una stella, un'esplosione stellare catastrofica
che libera una tale quantità d'energia da rendere la supernova più
brillante di un'intera galassia (costituita in media da 100 miliardi
di stelle).
La scoperta, avvenuta lo scorso 1° aprile e ufficializzata a
livello mondiale il 4, è stata fatta da due associati del rinomato
Gruppo Astronomico Tradate: Federico Mancini, socio emerito del
gruppo e insegnate in un Istituto tecnico di Magenta, e Roberto
Crippa, vice-presidente.
I due associati stavano effettuando ricerche di nuove stelle da
almeno due anni, fotografando nelle notti serene e senza luna un
centinaio di galassie nella regione attorno al Polo Nord.
L'obiettivo era quello di trovare una stella esplosa
improvvisamente come una Supernova, diventando visibile anche da
milioni di anni luce di distanza.
«Si
tratta di un lavoro duro e metodico che, finalmente, ha prodotto un
risultato sensazionale - spiega il presidente dell'associazione
tradatese Cesare Guaita -. Nella notte tra l’1-2 aprile, vicino al
nucleo della galassia NGC 3465, situata a 400 milioni di anni luce
nel Drago, Manzini ha fotografato da Sozzago (Novara) una sorgente
puntiforme che risultava assente in un’altra immagine della stessa
galassia ripresa dagli stessi Mancini e Crippa il 16 Marzo. La
conferma che si trattava di una grande scoperta è venuta nella
notte del 3 aprile quando la Supernova è stata ripresa da Roberto
Crippa e F. Fumagalli, al grande telescopio di Saint Bartelèmy, in
Val d’Aosta».
La
scoperta è stata subito comunicata al Centro mondiale di Cambridge,
in America, dal quale il 4 Aprile 2004, attraverso l'International
Astronomical Union Circular, ha ufficializzato la scoperta
attribuendo alla stella la sigla SN 2004 bc.
«Subito dopo, da parte di telescopi situati un po’ dovunque nel
mondo, è iniziata una grande campagna osservativa per cercare di
capire meglio le caratteristiche fisiche della stella esplosa -
spiega Guaita -. C’è infatti il sospetto che si tratti di una Supernova
di tipo "Ia", colta proprio nel momento in cui ha
raggiunto la sua massima luminosità. La cosa è particolarmente
interessante perchè la galassia NGC 3465 è una delle più lontane
in cui una supernova sia mai stata scoperta in Italia da astronomi
non professionisti».
Il Gruppo
Astronomico Tradatese non è nuovo a scoperte di questo genere. Nel
'98 le ricerche condotte sulla cometa Hale-Bopp permisero agli
astronomi Tradatesi di presentare al grande congresso internazionale
di Tenerife dati unici al mondo sulle anomalie della rotazione del
nucleo della cometa. Oppure, nel marzo 2003, un'altra scoperta a
livello mondiale è stata la determinazione del periodo di rotazione
della cometa Ikeya-Zhang.
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