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(16-04-2004)
Protestano in
silenzio da due anni e mezzo, nelle piazze di Varese, vestite di
nero, portando tra la folla indaffarata e spesso distratta temi
scottanti e attuali, come la guerra e il terrorismo: sono le Donne
in Nero di Varese, che anche oggi 16 Aprile, in Piazza Monte Grappa,
in questo momento di tensione altissima, soprattutto per gli
italiani, che si sono visti colpire in prima persona con il
rapimento di quattro connazionali in Iraq e con l'uccisione di uno
di loro.
Questa
sera, come è scritto nel volantino che diffondono ogni settimana,
protestano contro le falsità e le bugie che i nostri governanti ci
raccontano quotidianamente, chiedono il ritiro delle truppe
dall'Iraq «…ma anche il ritiro degli americani dagli appalti in
un Paese che hanno invaso fregandosene del diritto internazionale e
del pensiero della maggioranza della popolazione mondiale, per scopi
personali e senza il benestare dell'ONU»
«Vogliamo
far sentire la nostra voce – aggiunge a nome delle Donne in Nero
Gabriella Sbriviglieri – e il nostro fermo dissenso per il
silenzio che le autorità mondiali continuano a tenere in relazione
alla costruzione del muro in Palestina, con il relativo furto di
terre ai palestinesi da parte di un governo arrogante come quello di
Sharon: il nostro movimento nasce in Palestina, e non smetteremo mai
di essere vicine alle donne palestinesi che vedono le proprie case
distrutte e le proprie terre coperte da cemento.»
«Per
quanto succede in Iraq – continua la Sbriviglieri - siamo tutte
vicine alle famiglie dei sequestrati e ancor più unite nel provare
pietà per il ragazzo morto, anche se non condividiamo le loro
scelte personali e non siamo d'accordo con chi vuole a tutti i costi
dipingere come un eroe chi è morto in una situazione rischiosa,
mentre si considerano atti di terrorismo anche le azioni compiute in
difesa della propria terra.»
La
popolazione varesina, nonostante la pioggia battente, si è
avvicinata allo striscione con curiosità, leggendo il volantino che
le Donne in nero hanno distribuito, mostrando apprezzamento per
questo silenzioso, ma potente, modo di protestare.
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