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(17 gennaio 2004) La
vicenda Parmalat è drammatica per i risparmiatori, per la fiducia
dei cittadini nelle Istituzioni e, in ultima analisi, per la
credibilità generale del Paese. Per questo è importante procedere
alle riforme necessarie. La Margherita e l'Ulivo sono pronti a dare
il loro contributo per migliorare il sistema delle regole e dei
controlli. Le condizioni irrinunciabili sono quelle
dell'indipendenza delle autorità dall'Esecutivo (anche sotto il
profilo delle nomine) e il rafforzamento delle sanzioni.
L'architettura che la Margherita immagina è stata più volte
ribadita e la confermiamo. Si tratta dei tre pilastri: Bankitalia,
antitrust e rafforzamento della Consob. Aspettiamo quindi le
proposte del Governo in Parlamento avendo in mente due priorità
assolute: la tutela dei consumatori e la credibilità dell'Italia
sui mercati internazionali. Oggi più che mai, ogni partito è
chiamato a fare la propria parte per recuperare la fiducia dei
cittadini e scongiurare il rischio grave di un ulteriore scollamento
tra la classe dirigente e il resto del Paese. In questo senso, anche
a livello locale, è necessario che ognuno interpreti in maniera
responsabile il proprio ruolo, cercando di restituire alla politica
e alle Istituzioni in genere, il sapore delle cose serie. Senza
invasioni di campo, ciascuno secondo le proprie competenze: banche,
associazioni di consumatori, attori dello sviluppo ed Enti
Locali.
La proposta che viene da Varese - malauguratamente - va nel senso
opposto: rischia di illudere persone già ampiamente deluse ed
ingannate, tanto più in un momento di profonda disaffezione dei
cittadini verso le istituzioni. Consapevole che nessuno oggi
possiede la "bacchetta magica" e che la soluzione alla
crisi di fiducia va ricercata insieme, posso però certamente dire
che abbiamo davanti due modi di affrontare la questione: buttarla
sempre e comunque in demagogia, magari per strappare un'intervista
in più sui giornali o in tv, o cercare, con serietà, di affrontare
responsabilmente i drammatici problemi sul tappeto. La Margherita
non ha dubbi, e sceglie la seconda.
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