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(24 gennaio 2004) Gli
è rimasto solo il ricordo di quanto ha faticato per mettere via un
po' di soldi. Fa parte dell'esercito dei 500 che ha partecipato alla
riunione convocata dal Comune. Rosaria è un nome di fantasia
perché la sua famiglia non sa nulla di quanto le è accaduto. È di
origine pugliese, ha lavorato per una vita in un calzificio e quando
poteva godersi la pensione ha incontrato un funzionario di banca che
l'ha convinta ad investire i suoi risparmi. «Sono sempre andata nella banca dove la
fabbrica mi depositava lo stipendio. Li conoscevo bene. In poco
tempo la banca ha cambiato quasi tutti gli impiegati e così mi sono
trovata di fronte uno che mi ha detto di seguirlo nella sua nuova
destinazione e di mettere tutti i miei risparmi nella Cirio. Io non
sono istruita, ho la quinta elementare, e così mi sono fidata di
lui e poi ho scoperto di avere perso tutto, compresi i risparmi
della mia famiglia, circa 100 mila euro. Non ho più una lira e non
so cosa fare».
Il
problema però non è essere istruiti o meno, come dimostra Mauro
Scarpellini, ex dirigente di azienda in pensione, che nel gioco dei
cedolini scoppiati ci ha rimesso mezzo miliardo. Apre la borsa e
tira fuori un libro "Opengate, storia di un successo".
«Lo guardi bene, questo libro è stato pubblicato nel 2001. Io in
quel periodo compro azioni Opengate perché in banca mi convincono
che dietro c'è un progetto industriale solido.
Nel 2002 la mia banca mi dice che sarebbe meglio sottoscrivere
l'aumento di capitale. Io lo sottoscrivo convinto che si tratta di
investimenti. Nel 2003 l'Opengate Group fallisce. Questa è la prova
che il mercato è drogato e che le banche il più delle volte non
consigliano, ma fanno opera di convincimento. Questa è la
scorrettezza più grave. E poi perché deve pagare sempre e solo
l'azionista, e la banca che vende questi prodotti no?»
Anche
i bond Argentina hanno lasciato molti caduti sul terreno. Uno di
questi è Angelo Bertoncello, 70 anni, di Arcisate, ex
emigrante che aveva trovato fortuna nella patria del tango e che,
una volta ritornato, aveva pensato di dare una mano al suo ex
paese adottivo. «Mi hanno promesso il tasso fisso del nove per
cento e mi hanno fatto fesso, si sono mangiati 60 mila euro, tutti i
miei risparmi. Ho fatto l'emigrante in Argentina e là ho ancora una
parte della mia famiglia. Cosa posso fare?»
Le sorelle Pasqualetti sono
arrivate a Palazzo Estense con la borsa della spesa. Sono un po'
spaurite nella calca degli sfortunati, una va avanti a prendere il
modulo per fare la denuncia in procura, l'altra l'aspetta un po'
preoccupata. «Anche noi - dice - siamo cascate nell'Argentina, ci
siamo affidate alla banca che ci ha convinto a prendere questi bond.
Tutti i nostri risparmi: 5 mila euro. E adesso speriamo di
recuperarli».
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