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(28 gennaio 2004) «Questa
è la stanza dove nascono i bambini. L'abbiamo insonorizzata così
le mamme possono urlare quanto vogliono: nessuno le
costringerà a trattenersi per non disturbare le altre donne in
travaglio. D'altro canto il parto è energia
naturale. Che si libera anche accompagnata da un urlo».
Parola di Marta Campiotti (nella foto) l'ostetrica che
al parto a domicilio ha dedicato la sua vita. Sono vent'anni, lei ne ha 46, che segue le
donne che vogliono far nascere il loro bambino tra pareti familiari,
da vent'anni gira per le case della provincia come una cicogna senza
le ali.
«E' così che mi sono resa conto che non tutte possono partorire
nel proprio letto: magari sono imbarazzate perché vivono accanto
alla suocera, perché la vicina di casa sentirebbe tutto, perché in
casa c'è un altro bambino. Ecco perché ho deciso di trasformare
una parte della grande casa in cui vivo in una "casa
maternità"».
E a Induno Olona, in via Comi nel centro storico, nascosta tra le
vecchie case a corte è spuntata la prima casa maternità della
provincia di Varese. E considerato che ne esiste solo un'altra a
Milano, è un bel primato di "civiltà". La Casa
Maternità Monteallegro aprirà le sue porte a chi fosse interessato
a visitarla sabato 31 gennaio, tutta la mattina.
Non aspettatetevi il lusso, ma la tranquillità assoluta quella sì.
Quella di Marta Campiotti è una casa che ricorda le abitazioni dei
nostri nonni contadini. Ambienti ampi, essenziali,accoglienti.
La
prima stanza è dedicata alle mamme e alle coppie che fanno i corsi
di preparazione al parto: un camino, tappeti e cuscini, musica
rilassante e profumi.
La seconda stanza è quella riservata alle partorienti. C'è una
grande poltrona- letto, una spalliera, una grossa palla morbida. Poi
naturalmente una bilancia pesa neonati, oli per mamme e bambino.
Basta. Di fronte c'è un'altra piccola stanza dotata di
cucina.
«Funziona così - spiega Marta Campiotti, una laurea in filosofia
con tesi in psicologia- La mamma arriva qui appena comincia il
travaglio.
Alla
Casa maternità Montallegro lavoriamo in tre ostetriche, io Anna
Mancini e Cinzia Sattini. Dal momento in cui arriva la mamma due di
noi si dedicano a lei in ogni momento, giorno e notte per tutte le
ore necessarie. Rispettando, però, l'intimità della coppia. Marito
e moglie stanno insieme, noi ci limitiamo a dare consigli, a
suggerire le posizioni migliori per attenuare il dolore, ma tutto
deve avvenire nella tranquillità più assoluta. E soprattutto
seguendo i ritmi naturali. Niente medicine, niente interventi
esterni, solo tanto calore».
E per calore Marta intende quello che si sprigiona da un evento
così eccezionale come la nascita e quello vero, reale che
esce da un vecchio caminetto posto in cucina.
«La mamma può girare, camminare farsi un
caffè, mangiare se ha fame. Farsi una passeggiata fuori. Può
attaccarsi alla spalliera, mettersi in ginocchio, oscillare sulla
palla. Può dormire o fare un bagno rilassante». E a questo scopo
Marta ha disegnato una vasca da bagno particolare, scavata nel
pavimento.
«Non
pratichiamo mai l'episiotomia, il cordone ombelicale viene tagliato
quando la placenta è stata espulsa, insomma rispettiamo la natura
che da sempre è più saggia di noi».
Ma che cosa succede se qualcosa va storto? Ogni mamma in attesa ha
il timore, più o meno fondato, che all'ultimo momento le cose
precipitino e sfuggano di mano.
«A me non è mai accaduto - spiega Marta Campiotti- Per varie
ragioni: primo, non tutte le mamme possono partorire in casa. E' una
decisione che va presa ponderando bene ogni cosa, analizzando vari
fattori ed eventualmente la storia dei parti precedenti. Tutto deve
procedere bene prima di scegliere di non andare in ospedale. Se
malgrado tutte queste premesse qualcosa si inceppasse, l'ospedale
Del Ponte è a soli dieci minuti da qui. Ma corse precipitose non ne
abbiamo mai fatte. Noi ostetriche riusciamo a capire quando è
il momento di ricorrere alle cure del ginecologo o del neonatologo».
In due anni alla Casa Maternità Monteallegro sono nati sette
bambini, più altri tre che qui avrebbero voluto emettere il primo
vagito ma alla fine sono nati al Del Ponte.
«C'è molta collaborazione - dice Marta Campiotti - con i medici.
La stima reciproca è molto alta e questo ci consente di lavorare
insieme, anche se a distanza».
Tutto perfetto? Non proprio: un problema c'è e riguarda il costo di
questa esperienza tutta naturale. Per nascere in casa, nella propria
come in quella di Induno, ci vogliono 2000 euro.
«Ci stiamo battendo perché la Regione rimborsi questa cifra alle
coppie. In fondo si tratterebbe di tenere fede a degli impegni
presi, visto che proprio la Regione ha approvato una legge che
consente alle madri di scegliere in quale luogo mettere al mondo i
figli. In altre regioni, come ad esempio in Piemonte, il rimborso è
assicurato. Da noi ancora no».
Troppi 2000 euro per partorire in casa? «Il tariffario nazionale
consiglia 4000 euro. Una cifra improponibile. Ma quella che abbiamo
fissato noi mi sembra ragionevole considerato che noi diamo la
reperibilità e ci mettiamo a disposizione delle mamme per tutto il
tempo necessario al parto. Poi seguiamo i primi giorni del bambino e
diamo consigli per l'allattamento.
Insomma, chiediamo meno di un dentista. E per un'esperienza che ti
segna per la vita».
Casa Maternità Monteallegro
via G. Comi 57 - Induno Olona
Per informazioni sui corsi e parto in casa 0332 - 202464
martacampiotti@iol.it
www.nascereacasa.it
Open day sabato 31 gennaio
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