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(29 gennaio 2004) Chiara
doveva nascere nella casa maternità di Montallegro ma all'ultimo
momento ha cambiato idea.
Non che volesse andare in ospedale. No, non voleva proprio lasciare
il caldo nido dentro la sua mamma. E così dopo venti ore di
travaglio la mamma di Chiara, Rita, di malavoglia è andata al Del
Ponte.
«Sono sempre stata convinta del fatto che la gravidanza non sia una
malattia - racconta Rita, 32 anni di Varese - per questo quando ho
scoperto di essere incinta mi sono rivolta a Marta Campiotti. Ho
scelto che fosse lei a seguirmi in tutto il percorso. Non ho mai
neppure visto un ginecologo, considerato che tutto procedeva per il
meglio. Ho fatto solo le ecografie di "rito"».
Poi è arrivato il momento fatidico. «Io e il mio compagno ci siamo
trasferiti nella casa maternità e lì abbiamo trascorso il momento
del travaglio. In tutta tranquillità, senza ansia, cullati e
coccolati.
Poi, quando Chiara era pronta per venire al mondo ha girato la testa
e si è "incastrata". Non abbiamo potuto fare altro che
andare in ospedale dove mi hanno praticato il cesareo.
L'atmosfera, a quel punto, è cambiata ma io sono arrivata in
ospedale così tranquilla e serena che sono riuscita ad affrontare
bene anche il "cambiamento di programma"».
Oggi Chiara ha un anno. Un'esperienza da ripetere?
«Senza ombra di dubbio. Non solo da ripetere ma da consigliare a
tutte le giovani mamme. La gravidanza ha senso solo se affrontata
così, in modo naturale. Medici, esami e ospedali lasciamoli a chi
ne ha bisogno davvero».
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