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Ore 18.07.22
Giorno
01/06/07
Sgominata la tratta dei pakistani

Il lavoro nero è extracomunitario

Pakistani, i nuovi schiavi invisibili

 

Varese Conniventi con le organizzazioni criminali o vittime? I pakistani  oggetto della tratta ora rischiano l'espulsione

Nossa: «E adesso le espulsioni a singhiozzo»


(01.06.2007 Non più di una settimana fa il sindacato, Cgil, Cisl e Uil, nella presentazione dei dati riguardanti il lavoro irregolare, avevano sollevato il problema degli extracomunitari considerati conniventi delle organizzazioni criminali che li avevano illegalmente introdotti e regolarizzati in Italia. Si parla, secondo le stime del sindacato, di circa 500 persone. 
La recente indagine, condotta dalla squadra mobile di Varese e dal comando provinciale dei carabinieri, ha portato in carcere undici persone e riproposto il problema giuridico per tutte quelle persone che si erano affidate alle organizzazioni criminali nel loro viaggio della speranza: vittime e quindi non perseguibili, o conniventi e perciò giustamente passibili di espulsione? Secondo le autorità giudiziarie coloro che hanno dichiarato il falso sul rapporto di lavoro, di fatto inesistente, non hanno i presupposti giuridici per rientrare nella sanatoria e perciò non hanno titolo per rimanere sul territorio dello Stato italiano. 
(sopra: Flavio Nossa con Joshua Morgan)

«È una situazione complessa e articolata - spiega Flavio Nossa della segreteria provinciale della Cgil - e, in questo momento, serve un sano realismo, per superare in qualche modo le forche caudine dell'articolo 33 della legge Bossi-Fini. Durante la sanatoria noi avevamo chiesto che coloro che erano stati vittime di queste organizzazioni uscissero allo scoperto e denunciassero il fenomeno della tratta in cambio di alcune garanzie sulla loro regolarizzazione. In questo pacchetto dovevano essere comprese tutte le denuncie, anche quelle che non avevano come presupposto la continuità del rapporto di lavoro».
«Da questa ambiguità - continua Nossa - se ne poteva uscire utilizzando alcuni casi emblematici come vertenza pilota e con un'azione politica unitaria che portasse alla modifica di quella norma capestro della Bossi-Fini. Nel frattempo la situazione è precipitata, perché se è vero che la Prefettura ha archiviato molte posizioni vuol dire che a breve inizieranno le espulsioni a singhiozzo, a meno che il lavoratore non decida di fare ricorso al Tar, con un costo che va dai 2000 ai 3000 euro impossibile da sostenere per queste persone. Io credo, quindi, che  bisogna valutare la possibilità di costituire un collegio legale e un gratuito patrocinio, ristabilire un rapporto con la Prefettura e cercare di ottenere per tutti questi casi una minisanatoria nella sanatoria generale».

M.M

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