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(01.06.2007
) Il prosciutto, il cioccolato, il latte. A volte l'Europa ci
lascia di sasso. E ci chiede di modificare abitudini e tradizioni
secolari. Ora però ha esagerato, mettendo in discussione il
prestito bibliotecario gratuito.
Indovinate chi ha reagito, in difesa della cultura per tutti? La
Lega. Li accusano di essere rozzi, i leghisti, ma intanto è il
consigliere regionale bustocco Giampiero Reguzzoni ad aver chiesto al
consiglio regionale di appoggiare la battaglia per il mantenimento
del prestito gratuito. In altri tempi, l'avrebbero chiamata
"battaglia di civiltà".
Oggi, il mondo è strano, e l'Europa, che pure ha creato uno spazio
di pace per milioni di cittadini usciti da una devastante guerra
mondiale, ci chiede di eliminare una delle più antiche conquiste
della cultura italiana: i libri gratuiti, in prestito, la linfa alla
cultura personale di milioni di italiani, di tutti i ceti sociali.
La procedura di infrazione della Commissione europea, aperta a
gennaio, accusa sei paesi, tra cui l'Italia, di non rispettare i
diritti d'autore. Gli Stati membri possono tuttavia derogare a
queste disposizioni e trasformare il diritto di prestito esclusivo,
garantito agli autori, in semplice diritto ad un'equa remunerazione.
Proprio questa è la richiesta: una quota di noleggio, da destinare
agli autori; provvedimento a cui non hanno ottemperato Italia,
Francia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda
Una monetizzazione che stravolge una consuetudine secolare, che ha
portato l'Italia all'istituzione di una biblioteca in ogni paese.
Solo in provincia di Varese, ci sono, pensate, 113 biblioteche. 88
sono riunite in servizio di prestito interbibliotecario coordinato
dall'Ente Provincia, finanziate da contributi regionali e comunali.
Ogni giorno, sono a disposizione di tutti i varesini ben
1.860.000 libri.
«E' falso che il prestito gratuito tolga lettori agli autori di
libri, è vero invece il contrario» dicono gli estensori del Manifesto
in difesa del prestito gratuito in biblioteca,
un gruppo di lavoro trasversale che sta realizzando una petizione on
line per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Il testo dell'appello ricalca quello stilato qualche settimana
fa dai bibliotecari spagnoli: «Quando una biblioteca compera un
libro - recita - non soltanto corrisponde i relativi diritti
d'autore, ma in aggiunta investe spazio, tempo e risorse nel
catalogare, accudire al prestito e alla vita del libro,
trasformandosi in questo modo nel migliore alleato di autori ed
editori».
Il leghista Reguzzoni non la pensa tanto diversamente: «Il ticket
sui libri - scrive nella sua mozione - rappresenterebbe la chiusura
di molte biblioteche o se non altro il venir meno di quei
presupposti che sono alla base dell'esistenza stessa delle biblioteche,
ovvero la diffusione della cultura e l'amore per i libri».
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